Accade in Italia, dove non esiste la crisi e non c’è niente di cui preoccuparsi

Ex Eutelia, vigilantes contro occupanti “Urlavano e ci minacciavano” | Roma la Repubblica.it.

Gli occupanti dopo il blitz dei vigilantes all´ex Eutelia: “Ma noi non ci arrendiamo”
di Daniele Autieri

Quando una squadra di quindici uomini, in piena notte, scardina con i piedi di porco i cancelli della sede di Agile (ex Eutelia) sulla Tiburtina, Nando è lì dentro, insieme agli altri. Romano, 55 anni, è uno dei dipendenti del gruppo che da 13 giorni occupano la società per protestare contro i 1.200 licenziamenti annunciati. «Ci hanno presi nel sonno – racconta -. Urlavano, dicevano di essere della polizia. Poi ci hanno chiesto i documenti puntandoci in faccia le torce e minacciandoci».

In realtà, però, i quindici guastatori non appartengono alle forze dell´ordine, ma alla Berani Group, agenzia di sicurezza privata. E non si muovono da soli: a guidarli c´è Samuele Landi, membro di spicco della famiglia proprietaria di Eutelia ed ex ad. La passione di Landi per l´azione la raccontano i suoi dipendenti: soprannominato “Capitan Uncino”, Samuele Landi è presidente e comandante in capo dello Skydive sport center Tortuga di Arezzo, e ha alle spalle 1.900 lanci col paracadute. La sua ultima azione però è finita in questura per l´intervento delle forze dell´ordine, arrivate venti minuti dopo la retata. «Cercavano lo scontro – racconta Nando – ma noi fortunatamente non abbiamo reagito fino all´irruzione della polizia. A quel punto la situazione si è calmata e Landi è stato portato in questura».

I lavoratori sono rimasti lì. Il vero pericolo però non è ancora scampato e si chiama licenziamento. «Se non interviene la presidenza del Consiglio – spiega Alessandra Carnicella, che ha interrotto l´occupazione la notte precedente per tornare dal figlio malato – presto saremo in mezzo alla strada. Anche per questo siamo determinati a continuare la nostra battaglia». Sono 1.200, 284 solo a Roma, i lavoratori che rischiano a breve di essere licenziati. Sono i dipendenti di Agile, società contenitore creata da Eutelia nel maggio scorso e venduta un mese dopo per soli 96mila euro al gruppo Omega (che in un comunicato si definisce «estraneo» alla vicenda).

«Siamo stati acquistati da Omega a giugno – ricorda Nando – e già da luglio hanno smesso di darci lo stipendio; 90 giorni dopo ci hanno annunciato il licenziamento». Una forma di killeraggio industriale che il 55enne romano conosce bene: è infatti uno dei lavoratori di Getronics Italia, la multinazionale con 1.500 dipendenti e 222 milioni di fatturato che Eutelia ha comprato nel 2006, incamerando immobili e una liquidità disponibile di 47 milioni. Costo dell´operazione? Un euro, quanto un caffè.
(11 novembre 2009)

La rivolta di Rosarno: dal nostro inviato

- Pronto?!
- Pronto un cazzo. E’ mezz’ora che ti cerco
- Sì ho visto, ma qui è un casino
- Sì sì, vabbé, guarda che qui andiamo in onda tra un’ora, stiamo lavorando, non siamo mica in vacanza al mare
- Guarda che a Rosarno non c’è il mare…
- Ah no? Beh, senti, dimmi un po’: che cazzo succede laggiù?
- Mah, guarda, mi sembra di essere in Medio Oriente…
(lo interrompe)
- Ma quando cazzo ci sei stato tu in Medio Oriente? Ma non farmi ridere ah ah ah!
- Vabbé… senti qui: c’è una rivolta degli stranieri, un casino della madonna, assalti da tutte le parti, saccheggi, sassaiole, cassonetti a fuoco…
(silenzio)
- Stranieri in rivolta? Mmmm… Ma scusa, che cazzo si rivoltano gli stranieri? ‘Sti negri dovrebbero ringraziare che ce li teniamo e invece si rivoltano? Ma sei sicuro?
- Beh guarda che qui è abbastanza una merda. Questi lavorano nei campi, prendono venti euro al giorno, la ‘ndrangheta gliene chiede indietro 5 come “tassa di soggiorno”, sono un po’ incazzati ’sti qui.
- Sì sì, vabbé, lamentiamoci sempre. Ma quanti sono?
- Eh, Rosarno fa 16 mila abitanti, ma di questi 5 mila sono stranieri, di 23 nazionalità diverse.
- Bel casino, manco saranno in grado di parlarsi tra di loro… E i calabresi che fanno? Non si incazzano? Si ciucciano tutto ’sto merdaio e stanno zitti?
- No, ma guarda che la rivolta è scattata perché due del posto hanno sparato su un paio di extracomunitari con una carabina ad aria compressa.
- (ride) Ah ah ah!
- Ma che ti ridi?
- Niente, niente, ma ’sta storia della carabina mi fa impazzire. Hanno aperto la stagione della caccia, ah ah ah!
- Vabbé senti, io ora ti mando il pezzo.
- Bene. Cosa ci hai messo dentro?
- Ho ricostruito la storia, le condizioni difficili dei lavoratori stranieri, il peso della criminalità organizzata…
(silenzio)
- No, ma… senti…
- Cosa?
- Fai così: rivedi un po’ il tuo servizio. Parla con un paio di quelli del posto, fagli dire che sono terrorizzati e incazzati.
- Ma…
- Poi intervista qualche autorità, magari il prete, dì al cameraman di fare belle immagini di distruzione, qualcosa di pauroso che i telespettatori smettono anche di mangiare
- Ma…
- Poi noi qui aggiungiamo il ministro dell’Interno, magari riusciamo a trovare anche La Russa, ci facciamo dire che ’sti clandestini hanno rotto i coglioni e la lotta per la legalità e tutte ’ste cazzate… Sì, sì, mi piace…
- Ma…
- Ma, ma, ma! Va bene così, hai fatto un bel lavoro, bella storia, ho già il titolo da scrivere nel sottopancia: “Rivolta dei clandestini, Rosarno in ostaggio”.
- Il capo sei tu…
- Sì, infatti. Ma non buttarti giù. Ah senti: ma in mezzo a ’sti straccioni non c’è una bella negretta? Fai amicizia, fai conoscenza, divertiti un po’ anche tu. Digli che sei della televisione, che la porti da Carlo Conti. Guarda che funziona sempre, te lo dico io. Ciao bello.
(click).

È NATALE E A NATALE SI PUÒ AMARE DI PIÙ (La strategia del pandoro)

E’ sparito Berlusconi. E con lui, l’attentato a Berlusconi.

Guardate le prime pagine dei giornali, navigate nelle loro edizioni online.

C’è il maltempo e i suoi disagi. C’è lo spirito del Natale. C’è l’abbacchiato Ciro Ferrara, c’è il ritorno di Roberto Bettega. C’è Mancini che va in Inghilterra. E Celentano diventa l’inventore del rap quarant’anni dopo, gli americani l’hanno scoperto.

Le uniche notizie di politica riguardano il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che davanti a tutte le alte cariche dello Stato – escluso l’assente, giustificato, Berlusconi – dichiara che “è stato compromesso il ruolo del Parlamento”. Compromesso non nel senso in cui intende Massimo D’Alema. Compromesso nel senso di aggettivo: irrimediabilmente danneggiato. Nessuno ha battuto ciglio. Sarà lo spirito del Natale.

Poi, essendo finalmente sparito per un po’ anche Di Pietro, c’è un pizzico di Bersani. Gli tocca fare il lavoro sporco: smentire D’Alema (“Pronti al confronto, nessun vertice, niente inciuci e no a leggi ad personam”) e difendere D’Alema (“D’Alema? Non siamo in caserma”).

Il solo segno (questa è semiotica, non è politica) di Berlusconi è un suo messaggio audio. Il corpo di Berlusconi, la sua presenza fisica straripante, dissolti. Solo una voce, registrata. Se non l’avete ascoltata, fatelo. La trovate sul sito de Il Giornale. Si sente uno che è sul divano in ciabatte. Dà il suo “augurio cordiale”, “in occasione del Natale”. L’augurio cordiale, però, il presidente non lo porge a tutti gli italiani, ma solo “a tutti i lettori del Giornale”. E’ appariscente,peraltro, il fatto che Berlusconi, per la cui incolumità abbiamo tutti trepidato, non dica come sta, non faccia alcun riferimento alla sua salute. Però ne approfitta, il presidente, per citare il suo vero maestro, Mike Bongiorno, e dare i consigli dalla regia. “Per Natale regalatevi e regalate ai vostri amici una tessera del Pdl, del Popolo delle Libertà”. Non fa sorridere.

Per i religiosi, la Terza Settimana dell’Avvento è terminata, e siamo in piena Novena di Natale. Oggi è la giornata in cui, con un misterioso vaticinio, il profeta Isaia promette un segno di salvezza. Se cotanta sceneggiatura verrà rispettata fino in fondo, c’è da attendersi un Natale – o forse una vigilia, alle nove della sera – speciale. Come minimo un messaggio alla nazione, forse a reti unificate. In questo caso, se Berlusconi intende vestire i panni di Babbo Natale, sarà una delle sue solite stravaganze; se invece punta a indossare quelli del bambin Gesù, ci sarà da preoccuparsi. E molto.

UPDATE – Il presidente Napolitano non ha detto “compromesso” ma “compresso”. Diverse testate, ieri, avevano riportato il discorso in maniera erronea. Vatti a fidare dei giornalisti.

Calcio, la dignità sepolta sotto la neve – SdbS.SELEZIONE DI BRANI SCELTI

Calcio, la dignità sepolta sotto la neve - Il Messaggero.

ROMA (21 dicembre) – Una risata ci seppellirà, altro che neve. Si gioca ovunque, da San Pietroburgo a venir giù, sotto le tempeste e con gli scarpini antighiaccio, niente di supertecnologico. Non nel Paese del sole e della moviola, dove va in scena un melodramma dai variegati interpreti.

Quattro partite di A su dieci rinviate, idem in B. E guardate che succede: il presidente federale Abete dice che è questione di stadi, si sbrigassero in Parlamento ad approvare la legge apposita; il sindacato calciatori plaude alla prudenza: qualcuno potrebbe farsi male scivolando sulle zolle ghiacciate; i sindaci aggiungono: la gente ha freddo, sui seggiolini degli stadi c’è la neve, spalarla costa e non si fa a tempo, chiudiamo per ordine pubblico; a Firenze gira la storia che i brasiliani del Milan non potessero perdere l’aereo delle vacanze, spostarlo da domenica a lunedì; a Genova il Bari fa capire che il disegno era favorire la squadra di casa, che aveva molte assenze e ha gradito il riposo, visto che ieri mattina c’era un bel sole. Poveri noi!

A San Siro però si gioca, anche a dieci sotto zero. L’arbitro Russo, essendo di Nola, dirige a maniche corte. Il calcio non può tradire due volte chi lo paga: passi per il sabato sera, ma la tv a gettone reclama il suo posticipo telecomandato dopo il faticoso shopping natalizio. Improvvisamente il sindacato tace, dei seggiolini ghiacciati e del raffreddore dei tifosi coraggiosi nessuno più si cura. Regge solo la giustificazione istituzionale: servono stadi nuovi per conquistare l’Europeo. Dovevano essere all’avanguardia anche quelli costruiti nel ’90, ma chissà, forse erano fatti per l’estate. Una volta esistevano i teloni per il campo, oggi apprendiamo che esiste l’impraticabilità di tribuna e imbacuccare gli spalti ancora non si può.

A Roma fa un freddo cane ma si gioca e la Roma vince (decimo risultato utile consecutivo fra campionato e coppe), con autorità raggiunge il Parma e la Champions adocchiando la contestatissima Juve. La Lazio che perde pur giocandosela in casa Inter non cambia il Natale. Conta quello che arriverà dopo Capodanno, uno che tiri in porta.

di Vincenzo Cerracchio

Treviso. La “porno nonna”: «A me piace la vita, mi hanno scambiata per un’altra» – SdbS.SELEZIONE DI BRANI SCELTI - [CULT]

Treviso. La “porno nonna”: «A me piace la vita, mi hanno scambiata per un’altra» - Il Gazzettino.

L’80enne cacciata dal prete: «Amo il sesso libero ma non ero quella degli agguati.
Gentilini non mi interessa, io sono fine»

TREVISO (20 dicembre) – «È astuta come una volpe, non si lasci abbindolare. Fa finta di essere una donnina per bene, poi di sera e di notte va in giro a mettere bigliettini sconci sotto le porte della gente». Sussurri e grida da un quartiere di Treviso, quello in cui abita  Giuseppina (Josephine), 80 anni.

È finita sulle prime pagine dei giornali un mesetto fa quando il vicino di casa, ben più giovane, ha valutato l’idea di denunciarla per stalking, cioè molestie sessuali. Una storia boccaccesca, tipicamente trevigiana, condita da messaggi deliranti, agguati sul pianerottolo, simboli fallici e chi più ne ha più ne metta, distribuiti nell’arco di giorni, settimane, mesi. Fino a quando il ragazzo si è stufato della persecuzione ed è andato dritto alla polizia. L’80enne, con garbo, professa la propria innocenza. Il problema è che non le ha creduto neanche il parroco, al punto da averla cacciata dalla chiesa. Un gesto che ha lasciato i segni sul corpo e nello spirito della nonnina terribile. Che però è già sulla strada della guarigione…

Buongiorno Giuseppina, sono un giornalista.
Anche lei! Qui tutti mi chiamano Giuseppina o Beppa. ma io preferisco Josephine. Sono stata 20 anni in America, me l’hanno dato lì, suona meglio e me lo tengo stretto. Comunque che bella sorpresa, entri, si accomodi.

Mi sembra in forma.
Pensava di trovare una mummia? Ho 80 anni e le dico che nell’ultimo mese ho anche perso 14 chili. Quella storia che mi hanno Giuseppina - Josephine cacciata dalla chiesa… che vergogna, sono rimasta tutto il tempo dentro casa e ho ripreso a mangiare solo da pochi giorni.

Però l’ha combinata grossa.
Ma io non ho fatto nulla di quello che ha detto la pubblicità, non ho mai scritto messaggi sconci. Le sembro una donna di malaffare?

Non mi permetterei mai.
È stato un tragico errore, infatti. Quella lì è un’altra. Ha un gatto come me, abita al primo piano come me e vive di fronte alla casa di un bell’uomo, proprio come me. Poi la gente ci mette poco a fare uno più uno, è facile sbagliarsi.

Allora anche il parroco ha sbagliato coi conti…
Non me ne parli. Stavo pregando, è venuto lì, mi ha presa per un braccio. Prima mi fa: «Venga fuori che devo dirle due cose». Poi mi ordina di non mettere più piede in chiesa. Aveva sentito la pubblicità e mi ha scambiata per l’altra persona. Si sono meravigliati tutti. Ma non importa. Ci sono tante c hiese no? Adesso vado in quella dei frati a Ss Quaranta.

Insomma, mi viene a dire che è una santerellina?
Ha fame? Vuole qualcosa da mangiare?

Andiamo Giuseppina, in giro si dice che lei è una mangiauomini. Ci sarà pure qualcosa di vero?
Josephine, la prego. Cosa posso dirle? Da giovane sapevo il fatto mio, sa com’è. Ho avuto il primo rapporto nel 1949 a 14 anni con un bel ragazzo di 26 e poi sono andata in America.

Così, di punto in bianco.
Sì, ho conosciuto un giovane di Nervesa che era appena tornato dagli Stati Uniti per sposare una di Milano. Io ero capricciosetta e provocante, mi sono messa in mezzo. Ci siamo visti il primo del mese e il 29 eravamo già sposati. Poi lui è tornato in America. Il tempo di fare i documenti e l’ho raggiunto a Detroit.

E in 20 anni non l’ha mai tradito?
Perchè, lei non ha mai tradito?

Non mi metta in imbarazzo.
Appunto. Diciamo che non ero innamoratissima, ecco. L’ho sposato per andare in America. Poi negli anni ho girato tutti gli stati perché lui era specializzato nella conservazione e nel restauro dei mosaici ed era molto ricercato. Bravo, nel suo mestiere. Anche manesco, gelosissimo. E poi sa perché non ho avuto figli? Mi ha attaccato una malattia venerea: le creste di gallo si chiama, che nome buffo.

Però a un certo punto la storia è finita.
Sì nel 1970, quando siamo tornati in Italia. Ho aperto il bar Alla Vida davanti alla Provincia. Lavoravo dalle 6 a mezzanotte. Terribile. Avevamo clienti da Palazzo Moretti, da Villa Annamaria, dall’Istituto infortuni. C’era molto da fare. Ogni tanto lui arrivava con la sua Mustang, faceva casino e gli uomini si allontanavano. E io l’ho mollato.

Adesso frequenta qualcuno?
Certo. Luigi. Abbiamo fatto l’amore per un periodo anche dieci anni fa ma poi l’ho lasciato perché la gente diceva che sfiguravo: camminava troppo curvo. Mi ha sempre implorato di tornare indietro e adesso che è scoppiato questo scandalo voleva andare in Curia a denunciare il prete. Comunque ci frequentiamo di nuovo, sì.

Ma non è vero amore.
Che paroloni. Siamo amici, siamo in buoni rapporti. E andiamo a letto ogni tanto. Io amo il sesso libero e focoso, amo la vita! È importante anche adesso che ho 80 anni. Ma non sono volgare. Senta mi fa una foto? Col rossetto? Non vedo l’ora di finire sul giornale perché si sappia la verità.

Dunque non ha scheletri nell’armadio, lei.
Beh, ho ucciso mia sorella.

Non ho capito bene…
L’ho uccisa io, la Gabriella, che Dio l’abbia in gloria. Ventidue anni fa ero in Istria con Federico e l’ho invitata a raggiungerci. È partita col cognato e hanno fatto un incidente davanti a Odino, dove si entra in autostrada. O forse è stato il destino.

Mi sono perso, ma chi è ’sto Federico?
Ho vissuto con lui tantissimo. Aveva vent’anni più di me, lavorava 10 chili di oro la settimana e mi ha fatto vivere da regina. Un sogno. Un uomo meraviglioso che mi adorava e che non dimenticherò mai.

Non ha dimenticato neanche il vicino di casa, se è per questo…

Ancora con ’sta storia! È muscoloso, lo ammetto, ha gli occhi che sembrano due perle, fa vita da single, ha 40 anni e sarebbe da sposare. Ma per me è come un figlio. Insomma c’è troppa differenza di età. La donnaccia che fa cattivi pensieri è un’altra.

Lei però non si è mica rassegnata, gli uomini sono ancora in cima alla sua lista.
Sono sempre stata un po’ birichina. Forse bisogna anche essere portati per certe cose. Comunque conquistare un uomo non è difficile: basta guardarlo dritto negli occhi.

Se dovesse provarci con Gentilini da che parte inizierebbe?
Lui non non mi interessa. Non mi piacciono i suoi modi di fare e di parlare. Sono una persona fine, io.

Ma come fa a tirare avanti da sola?
Ho una pensione americana che mi arriva ogni mese. Non mi manca nulla. Certo, sono nata povera e anche se ho gusti da signora adesso devo adeguarmi. Questa è una casa dell’Ater: soggiorno con cucina, terrazzino, bagno. E di là c’è la camera da letto. Vuole vederla?

di Luca Bertevello


Polonia. Ritrovata la scritta simbolo di Auschwitz: cinque arresti per furto – SdbS.SELEZIONE DI BRANI SCELTI

Polonia. Ritrovata la scritta simbolo di Auschwitz: cinque arresti per furto - Il Gazzettino.

L’insegna “Arbeit macht frei”
era sparita all’alba di venerdì
http://rhapsodyinbooks.files.wordpress.com/2008/10/arbeit_macht_frei_lg.jpg?w=260&h=316
È stata rotta in tre parti,
sospetti su un gruppo neonazista

VARSAVIA (21 dicembre) – È stata ritrovata la scritta “Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi), il simbolo dell’Olocausto che campeggiava all’ingresso di Auschwitz e il cui furto all’alba di venerdì ha sollevato un’ondata di indignazione nel mondo intero. Lo ha reso noto in nottata la polizia polacca, precisando che i presunti ladri, cinque uomini, sono stati arrestati nel nord della Polonia.

Il pannello in ferro battuto, lun go cinque metri, è stato ritrovato spaccato in tre, secondo la televisione di Stato polacca. Il portavoce della polizia di Cracovia (Polonia meridionale), Dariusz Nowak, ha detto che i cinque arrestati hanno età comprese fra i 20 e i 39 anni e sono finiti in manette poco prima della mezzanotte. La scritta è stata ritrovata in un’abitazione privata, ha aggiunto. I cinque sono stati trasferiti a Cracovia per essere interrogati, secondo la tv.

Il movente della profanazione non è ancora chiaro, anche se la prima pista seguita dagli inquirenti dopo il furto – che è parso il frutto di un’accurata prepara zione – è stata quella dei neonazisti. Nel frattempo la scritta è stata sostituita con una copia e la polizia polacca ha offerto una ricompensa di 5.000 zloty (1.190 euro) per indicazioni utili alla cattura dei ladri. Il furto del simbolo della Shoah ha sollevato, a meno di un mese dalla Giornata mondiale della memoria, sdegno e condanna ovunque, in particolare in Israele e nella diaspora ebraica. Il museo di Auschwitz e diverse istituzioni hanno offerto una ricompensa pari a 30mila euro per potere ritrovare la scritta, che fu realizzata su ordine dei nazisti nel 1940 da un prigioniero polacco, il fabbro Jan Liwacz, schedato col numero di matricola 1010. L’uomo, che peraltro sopravvisse e alla fine della guerra reclamò la restituzione della sua opera.

Israele: negli anni ‘90 traffico illegale di organi – SdbS.SELEZIONE DI BRANI SCELTI

Israele: negli anni ‘90 traffico illegale di organi – Corriere della Sera.

GERUSALEMME – Negli anni ‘90 del secolo scorso in Israele venivano espiantati organi dai cadaveri senza l’autorizzazione delle famiglie. La rivelazione arriva da un dottore che era responsabile dell’Istituto di medicina legale Abu Kabir, il dottor Jehuda Hiss. L’intervista a Hiss e’ stata trasmessa nel finesettimana da Israel’s Channel 2 TV. Stando a quanto riferito i medici hanno prelevato pelle, cornee, cuori, ossa dai cadaveri dei soldati e cittadini israeliani, palestinesi e lavoratori stranieri. (RCD)

21 Dicembre 2009 00:19

Fuorionda di Fini: “Berlusconi confonde la leadership con la monarchia assoluta”

Giù le mani dal crocefisso, porco D..!!

Ma Castelli non è quello che si è sposato con rito celtico?

Roberto CastelliROMA – «Ancora una volta dagli svizzeri ci viene una lezione di civiltà». I leghisti esultano per la vittoria referendaria della destra elvetica. E, per bocca di Roberto Castelli, lanciano una nuova proposta. «Occorre un segnale forte per battere l’ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega»

viaProposta Lega: «La croce nel tricolore» – Corriere della Sera.

(Sì, è proprio lui: http://archiviostorico.corriere.it/2003/ottobre/29/sfida_Bossi_insegnare_mestiere_Papa_co_0_031029039.shtml )

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