Archivia per Febbraio 2008

I dolori del bloggarolo Micciché

Il (ex?) forzista Gianfranco Micciché voleva fare il presidente della Regione Sicilia e si è opposto con tutte le sue forze alla candidatura di Raffaele Lombardo, esponente del Movimento per l’Autonomia, dando vita a un tira e molla durato diversi giorni. Salvo cambiare idea quando gli hanno detto che se avesse fatto il bravo gli avrebbero dato un Ministero. Salvo cambiare idea nuovamente quando qualcuno gli ha fatto notare che stava facendo una figuraccia.

Il (ex?) forzista Gianfranco Micciché ha raccontato i suoi giorni di lunga riflessione (diciamo così) sul suo blog. Dal quale, immediatamente, gli sono piovute addosso oltre un migliaio di contumelie che qui non riportiamo per rispetto ai lettori. Notasi che le contumelie (la più gentile è “non ti vergogni?”) arrivano perloppiù da gente che lo ha votato, apprezzato, stimato.

Il (ex?) forzista Gianfranco Micciché, che qualche giorno fa era pure riuscito ad appropriarsi del “Yes we can” veltronian-obamiano, ha reagito con una proposta geniale: fare una lista del blog. «Insisto - scrive Micciché - sulla opportunità di lanciare la nostra lista alle prossime elezioni regionali, la lista del blog, la vostra lista. Io la sosterrò e farò tutto il possibile perché diventi una cosa reale, uno strumento di lotta e progetto politico, ma abbiamo poco tempo. In questi mesi ed in queste ultime ore mi sono arrivati, da queste pagine, molti curricula: li sto esaminando tutti e tutti riceveranno un riscontro da parte mia. Ma continuate a mandare le vostre adesioni e le vostre candidature. Dobbiamo costruire, in poche ore, una squadra di persone per bene».

Che Micciché voglia creare una Lista del Blog fa il paio con Willer Bordon che fonda una pseudo Unione Democratica dei Consumatori. A questo punto attendiamo qualcuno che importi in Italia il polacco Partito della Birra, o faccia nascere il Movimento per la Figa e, perché no?, l’Alleanza per gli Euro Gratis.

Comunque la risposta migliore l’ha data questo signore, tal “dott. Mino Fasulo”, direttamente sul blog del (ex?) forzista Gianfranco Micciché.

Wallace Henry Hartley

Forse ci vuole uno psicanalista

Giuliano Ferrara difende la vita.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui. Tuttavia ci pare che Giuliano Ferrara non abbia alcun figlio adottivo, che sarebbe un bel modo di difendere la vita.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui. Tuttavia ci pare che Giuliano Ferrara non abbia alcun figlio adottivo, che sarebbe un bel modo di difendere la vita. In compenso anni fa andava in televisione con sua moglie, la ex (?) femminista Anselma Dell’Olio, a dare lezioni di sesso.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui. Tuttavia ci pare che Giuliano Ferrara non abbia alcun figlio adottivo, che sarebbe un bel modo di difendere la vita. In compenso anni fa andava in televisione con sua moglie, la ex (?) femminista Anselma Dell’Olio, a dare lezioni di sesso. Dare lezioni di sesso non è come un corso prematrimoniale in parrocchia, e implica il fatto di conoscere molto bene la materia.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui. Tuttavia ci pare che Giuliano Ferrara non abbia alcun figlio adottivo, che sarebbe un bel modo di difendere la vita. In compenso anni fa andava in televisione con sua moglie, la ex (?) femminista Anselma Dell’Olio, a dare lezioni di sesso. Dare lezioni di sesso non è come un corso prematrimoniale in parrocchia, e implica il fatto di conoscere molto bene la materia. Però Giuliano Ferrara non ha figli.

Oddìo: dobbiamo tutti sperare di avere disfunzioni genitali per vivere con pienezza la nostra sessualità? O non è che Ferrara usa contraccettivi? E se sì, perché non ne parla?

Wallace Henry Hartley

Ma non hanno altro da fare?

Spiace tornare a parlare di un tema delicato come quello dell’aborto ma, come dice Gilioli sul suo blog, stiamo precipitando nel Medioevo: le cronache di oggi parlano di un’irruzione in ospedale a Napoli da parte di agenti in divisa durante una interruzione di gravidanza. Se ne può avere no021307_113.giftizia, tra i tanti giornali, qui e qui.

Lo sconcerto non è solo nell’avvenimento in sé, ma nei particolari. I quali, messi uno vicino all’altro, fanno apparire il nostro paese oramai più vicino al vituperato Iran che non ad una democrazia occidentale: una signora di 39 anni, alla ventunesima settimana di gravidanza, subisce (ripetiamo: subisce, non perpetra, caro Ferrara, è la lingua italiana) un aborto dopo aver accertato che il feto soffriva della sindrome di Klineferter, un’anomalia cromosomica che porta a gravi rischi di deficit mentali per il nascituro; dopo venti minuti dall’intervento fanno irruzione in corsia sette agenti di polizia, senza mandato secondo quanto afferma l’Unione delle Donne Italiane, e a seguito di una denuncia anonima; gli agenti interrogano la donna e pure la degente vicina di letto; chiedono se l’aborto è avvenuto dietro pagamento; acquiscono la cartella clinica; sequestrano il feto. Tutto questo per un presunto reato di “feticidio”. Il primario del reparto di Ostetricia ove l’irruzione è avvenuta, che secondo il Corriere della Sera è pure obiettore di coscienza, al contrario garantisce che tutto è avvenuto nel rispetto della legge.

Una domanda: una denuncia per procurato allarme contro chi ha allertato le forze dell’ordine non sarebbe il minimo? Ah già: era un anonimo.

Wallace Henry Hartley

L’importanza di essere Napolitano

Nella mattinata di oggi il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha avuto un malore. Era a Trento, dove teneva una lectio magistralis dopo il conferimento del titolo di professore straordinario della locale Università. Le cronache dicono che la cosa si è risolta immediatamente e il Presidente della Repubblica sta bene, ora.

Napolitano aveva tante caratteristiche per dispiacere a molti e risultare poco “aggregante”: ex comunista, meridionale, “homo politicus” di lungo corso. Eppure è riuscito a imporre un carisma che molti, forse, non sospettavano, anche grazie a semplici gesti come il taglio delle spese del Quirinale. Considerato che è ormai uno dei pochissimi rappresentanti delle istituzioni ancora stimato e rispettato nell’opione pubblica, speriamo - qui dal ponte della nave che lentamente affonda - che tenga duro e goda di buona salute per lunghissimo tempo. Perché, in caso contrario, l’anarchia in Italia diventerebbe totale e incontrollata. E di questo ne faremmo volentieri a meno.

Wallace Henry Hartley

Allevato dal Kgb, ora ai vertici dei servizi segreti Nato

Mentre qui ci gingilliamo con Marini, Berluschini e Veltrini, nel resto del mondo accadono cose. E non ce ne accorgiamo, soprattutto perché non se ne accorgono i giornali italiani.

Racconta l’International Herald Tribune che il nuovo numero uno dei servizi segreti ungheresi, Sandor Laborc, è diventato capo del comitato per l’intelligence della Nato. Piccolo particolare: Sandor Laborc ha frequentato per sei anni, durante gli ancora sovietici anni ‘80, l’accademia del Kgb a Mosca. La cosa divertente, come fa notare il giornale francese Les Temps, è che alla Nato non ne sapevano nulla, visto che il piccolo particolare era stato omesso dal curriculum vitae di Laborc. La sua nomina in seno alla Nato, peraltro, era già stata osteggiata dalla Commissione per la sicurezza nazionale ungherese, scavalcata senza tanti complimenti dal primo ministro di Budapest, Ferenc Gyurcsany, un «ex comunista diventato milionario» molto vicino a Putin, secondo Les Temps.

Ora la diplomazia internazionale è in allarme: la Commissione presieduta da Laborc è infatti incaricata di analizzare e condividere le informazioni fornite dai rispettivi capi dei servizi segreti degli Stati aderenti alla Nato. Secondo un anonimo esponente del Patto Atlantico, la nomina di Laborc renderà gli Stati membri molto più reticenti, considerato che già nel recente passato - con l’ingresso degli stati dell’ex Patto di Varsavia - vi erano state fughe di notizie importanti. Un rappresentante di uno stato occidentale sostiene ad esempio che «ogni informazione data alla Bulgaria va direttamente a Mosca», così come esistono pesanti sospetti sulla Grecia, visto che durante il 1999, in pieno conflitto contro la Serbia, Atene avrebbe fornito a Belgrado informazioni sui piani d’attacco della Nato.

Wallace Henry Hartley


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