Archivia per Marzo 2008

Ma non dovevamo portare il progresso, in Iraq?

Il Corriere.it riporta la notizia secondo cui un “astronomo e ricercatore” iracheno avrebbe affermato, in una trasmissione televisiva altrettanto irachena, che la Terra è piatta.

Stavamo quasi per scandalizzarci, quando qualcuno ci ha fatto notare che una buona percentuale di americani è convinta che l’evoluzionismo di Darwin sia una fesseria e che l’uomo sia davvero comparso sulla Terra con Adamo ed Eva. E lo insegnano anche in molte scuole, tra l’altro.

Wallace Henry Hartley

Allah akbar, Allam al bar (*)

Il Corriere della Sera on line titola: “Allam, la precisazione del Vaticano - «Le sue opinioni non diventano espressione ufficiale del pensiero del Papa» - La Santa Sede sulla conversione: «La Chiesa accoglie i credenti, non deve sposarne tutte le idee e posizioni»”.

Interessante dissociazione delle gerarchie ecclesiastiche. Certo, se si fosse evitato di far battezzare Magdi Cristiano Allam direttamente dal Papa, se si fosse evitato di farlo il giorno di Pasqua, se si fosse evitato di farlo in mondovisione, ecco, forse nessuno avrebbe equivocato.

Wallace Henry Hartley

(*)Il titolo è una citazione, adattata, di un titolo del caro vecchio settimanale Cuore

 

Blogbabel Vs. PaulTheWineGuy: diritti in rete

Premessa: ci scusiamo con la gentile utenza, non avremmo mai pensato di mandare un messaggio in bottiglia sul metablogghismo, ma questa volta facciamo uno strappo alla regola.

Dunque, è successo questo: PaulTheWineGuy, blogghista e tumblrista (dio ci scampi per codesti neologismi) che già aveva messo di fronte alle proprie responsabilità il Corriere della Sera - reo di aver linkato senza citare la fonte alcuni suoi lavori - ha chiesto, per motivi che ci sfuggono e che non sono comunque affar nostro, a Blogbabel, sito specializzato in raccolta e statistiche aggregate di blog italiani, di essere eliminato dai blog da loro aggregati. Blogbabel ha risposto che non si può; PaulTheWineGuy (ma anche Napolux) ha ritenuto questa impossibilità del tutto impossibile. Dopo una schermaglia in punta di fioretto, si è arrivati al punto in cui Paul ha ricordato l’esistenza delle Creative Commons; al che quelli di Blogbabel hanno reagito chiedendo se voleva arrivare a far loro causa in Tribunale. Paul ha risposto di no. Blogbabel si è allarmata per la minaccia di mettere in campo gli avvocati. Paul ha ribadito che non ha intenzione di arrivare a ciò. Blogbabel ha mandato affanculo tutti, ha chiuso il sito (temporaneamente?) spiegando che quell’arrogante testa calda di Paul vuole trascinarli in Tribunale e che, insomma, i blogghers italiani sono dei mentecatti, alla fin fine. Tutta l’epopea la potete leggere, dalle parole dei diretti interessati, qui.

A prescindere dal livello della discussione, pensiamo - molto modestamente - che la contesa sia tutt’altro che stupida. La società della rete è ancora in fase embrionale, nonostante ormai da anni si parli di “autostrade dell’informazione”, “blogosfera” e altre amenità. Ciò significa che diritti e doveri, spesso, stanno in un’area grigia in cui le stesse legislazioni entrano in difficoltà. A nostro avviso, PaulTheWineGuy non è un “povero scemo” e nemmeno si è guadagnato il titolo di “bloggher più pirla d’Italia”, come qualcuno gli ha scritto direttamente sul suo sito. E’ solo un signore che pone un problema e che non riceve alcuna risposta. Tanto per capirci: in giurisprudenza esiste il diritto all’oblìo, che si traduce nel fatto che se io ho commesso un omicidio, dopo aver scontato la mia pena ho diritto a non essere più bollato come omicida. Non si capisce perchè in rete le mie tracce debbano invece restare in maniera permanente.

E non si capisce perché questa contesa debba essere bollata come semplice “litigio da riunione di condominio”: quando un fatto analogo avvenne per Facebook, si aprì un interessantissimo dibattito su pubblicità, privacy e “diritto al non esserci”. Se l’argomento interessa leggetevi questo: vedrete la vicenda di PaulTheWineGuy Vs. Blogbabel sotto una luce diversa.

PS: Non è per fare gli apocalittici (per quanto ci piaccia molto farlo), ma nessuno di noi è in grado di sapere cosa sarà internet tra trent’anni. Considerate le potenzialità che la rete ha, soprattutto come moderno Panopticon, il diritto di entrare e uscire dai nodi della rete non è affatto una quisquilia.

Wallace Henry Hartley

Giuro sulla testa dei miei figli

Dopo aver annunciato che la soluzione contro il precariato è il matrimonio con i suoi figli, Silvio Berlusconi ora individua la soluzione per Alitalia: venderla ai suoi figli.

Wallace Henry Hartley

La calma olimpica dell’Occidente verso la Cina

Ha ragione Tenzin Gyatso, il Dalai Lama che ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1989 per la resistenza non violenta contro la Cina: non bisogna boicottare i giochi olimpici. Quello che aggiungiamo noi è che bisognerebbe boicottare direttamente la Cina, punto e basta. E quanto sosteniamo non è dovuto all’emotività legata ai fatti in Tibet, per quanto gravissimi.
Noi, qui sul nostro vascello che affonda, proviamo sempre un brivido lungo la schiena quando vediamo i leader occidentali salutare tra gli onori le autorità di Pechino durante i vertici internazionali. Quelle stesse autorità che hanno ancora le mani inzaccherate del sangue di Tienanmen. Quelle stesse autorità che gestiscono un potere totalitario su una popolazione mantenuta nell’ignoranza e nella povertà.

medal02.jpgSappiamo, comunque, che la nostra richiesta di boicottare la Cina è del tutto velleitaria. Le nostre belle democrazie occidentali hanno il brutto vizio di essere strabiche: bombardano Baghdad in nome della “libertà duratura” e mercanteggiano con Il Cairo, noto regime liberale; minacciano l’Iran, oscurantista e desideroso di armarsi nuclearmente, e flirtano con l’illuminatissima Arabia Saudita e con quei pacifisti di Israele, che la bomba atomica ce l’hanno solo come soprammobile; lasciano le loro truppe nell’ormai inesistente Afghanistan (chiudendo un occhio, e pure l’altro, sulla ripresa delle coltivazioni di coca, impennatesi negli ultimissimi anni) e dimenticano di fermare il massacro perpetuo in Timor Est e quello nascosto in Birmania (si dice Birmania, Myanmar è un’invenzione dell’orwelliano regime di Pyinmana).

Per dire: che differenza passa tra Cuba e la Cina? Entrambe sono, sulla carta, regimi comunisti, entrambe ignorano scientemente la questione dei diritti umani. Ma, mentre Cuba non serve a niente e non fa paura a nessuno, la Cina è un mercato gigantesco, con miliardi di possibili nuovi consumatori, ed è attualmente una riserva di lavoratori sfruttati e sottopagati, al servizio delle economie anche occidentali, che hanno capito che possono fare affari con quello strano capitalismo statalista che hanno inventato i mandarini di Pechino. E ne sono diventate soci in affari.

Ricordiamo, nel 1989, ciò che avvenne in piazza Tienanmen. Ricordiamo una vignetta di Sergio Staino, con il suo Bobo in piedi e la sua figlia massacrata tra le braccia, che piangendo dice “Bel lavoro, compagno Deng”. Il compagno Hu Juntao è un degno erede. E noi preferiremmo non averci nulla a che fare.

Wallace Henry Hartley

Un milione di posti di lavoro (da mignotta)

Come possono le coppie giovani mettere su famiglia, senza la sicurezza di un posto di lavoro e di un reddito fisso? La ricetta di Silvio Berlusconi è la seguente: «Io, da padre - ha spiegato Berlusconi ad una ragazza che aveva formulato il quesito - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere».

Restando in attesa di sapere chi dovranno cercare di sposare i maschietti, prendiamo atto del significato di “valore della famiglia” che alberga nel leader di Forza Italia e proponiamo ufficialmente la candidatura di Silvio Berlusconi a premio Nobel per l’Economia.

Cerchiamo adesioni alla nostra campagna: fateci sapere.

Wallace Henry Hartley

Ve lo meritate Berlusconi

“Si deve fare una campagna elettorale e si deve vincere. L’editore Ciarrapico ha dei giornali importanti, credo che sia assolutamente importante che questi giornali non siano ostili. Visto che quasi tutti i grandi giornali stanno dall’altra parte, quando ce ne è qualcuno che è a nostro favore credo che sia una cosa assolutamente logica cercare di continuare di averli a favore“. La dichiarazione è di Silvio Berlusconi, ed è copiaincollata dall’AdnKronos e i neretti non sono nostri ma dell’originale.

Non faremo alcun commento su queste parole. Ma siamo d’accordo con Frammenti nomadi, il quale sul suo blog scrive che “Berlusconi ammette che le elezioni si vincono possedendo i media”. E a questo punto pretenderemmo una pur minuscola autocritica da parte di chi ha governato negli ultimi anni: lungimiranti statisti che hanno evitato di legiferare sul cosiddetto conflitto di interessi, arrivando addirittura a boicottare il ministro Paolo Gentiloni che ci stava provando, e impostando ora una campagna alla “volemose bbene”, in cui il concetto di “conflitto di interessi” è stato completamente derubricato dall’agenda politica. Complimenti.

Wallace Henry Hartley

La mia banca è indifferente(*)

“I contratti si fanno in due”, dicono i saggi. I quali, però, evidentemente non hanno un conto corrente bancario.

Una persona a noi cara ha ricevuto, nei giorni scorsi, una simpatica letterina dall’istituto di credito al quale presta i soldi (eh sì, cari amici, mica siamo semplici clienti: a questi qui noi prestiamo i soldi avendone indietro un interesse ridicolo. Quando poi glieli chiediamo noi, in prestito, sono dolori. Ma questo è un’altro discorso).

In ricordo di un grande vignettista che ci manca tanto

La letterina, dicevamo, si presenta timida come una semplice comunicazione relativa al contratto di conto corrente. Alla riga successiva però c’è il primo inghippo: si tratta di una “proposta di modifica unilaterale del contratto”. Unilaterale? Unilaterale. Il nobile istituto di credito, unilateralmente, propone (propone?) di modificare alcune condizioni: si tratta di aumento di spese per “x”, per “y”, per “z” e poi anche per “k” e “w”. Insomma, c’è da spendere di più e basta, visto che non c’è traccia di un eventuale aumento, anche simbolico (tipo lo 0,00000000000000001%), dell’interesse per l’intestatario del conto corrente.

Vabbé è una proposta, pensiamo. Peccato che le modifiche contrattuali saranno considerate approvate a prescindere, a meno che il cliente non decida di recedere il contratto stesso. E andarsene affanculo, pidocchioso che non è altro.

Non c’è scritta, quest’ultima cosa, ma guardando bene sotto la firma del superdirettore della banca, si intravede chiaramente.

Wallace Henry Hartley

(*)Il titolo è una citazione da Ficarra e Picone

Più Medioevo per tutti

Con tutto il rispetto per credenti e meno credenti, fa una certa impressione assistere a ciò che sta accadendo a San Giovanni Rotondo, in Puglia, con la salma di Padre Pio. Personalmente eravamo già rimasti colpiti dall’esistenza di TelePadrePio, che per lunghe interminabili ore puntava la telecamere sulla bara del santo, a uso e consufede ferventemo di telecredenti che volessero telepregare. Ma tant’è.

Ora siamo all’esumazione del corpo. Siamo all’arcivescovo Domenico D’Ambrosio che commenta il cadavere spiegando che ha le mani con le unghie «come se fosse appena passato dal manicure». Siamo alla pianificazione dei prossimi pellegrinaggi per ammirare la mummia dell’uomo delle stimmate, che da morto le stimmate non ha più, e per riempire gli alberghi nati come funghi dopo la santificazione di Padre Pio.

Se una simile scena fosse accaduta altrove - in Pakistan, per dirne una a caso - avremmo qui da noi eserciti di soloni orripilati da tanta barbarica idolatria feticista. Invece è accaduto qui, e tutto va bene.

Wallace Henry Hartley


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