La mia banca è indifferente(*)
“I contratti si fanno in due”, dicono i saggi. I quali, però, evidentemente non hanno un conto corrente bancario.
Una persona a noi cara ha ricevuto, nei giorni scorsi, una simpatica letterina dall’istituto di credito al quale presta i soldi (eh sì, cari amici, mica siamo semplici clienti: a questi qui noi prestiamo i soldi avendone indietro un interesse ridicolo. Quando poi glieli chiediamo noi, in prestito, sono dolori. Ma questo è un’altro discorso).
La letterina, dicevamo, si presenta timida come una semplice comunicazione relativa al contratto di conto corrente. Alla riga successiva però c’è il primo inghippo: si tratta di una “proposta di modifica unilaterale del contratto”. Unilaterale? Unilaterale. Il nobile istituto di credito, unilateralmente, propone (propone?) di modificare alcune condizioni: si tratta di aumento di spese per “x”, per “y”, per “z” e poi anche per “k” e “w”. Insomma, c’è da spendere di più e basta, visto che non c’è traccia di un eventuale aumento, anche simbolico (tipo lo 0,00000000000000001%), dell’interesse per l’intestatario del conto corrente.
Vabbé è una proposta, pensiamo. Peccato che le modifiche contrattuali saranno considerate approvate a prescindere, a meno che il cliente non decida di recedere il contratto stesso. E andarsene affanculo, pidocchioso che non è altro.
Non c’è scritta, quest’ultima cosa, ma guardando bene sotto la firma del superdirettore della banca, si intravede chiaramente.
Wallace Henry Hartley




Vogliamo parlare della meravigliosa regola per cui se io pago un acquisto con BANCOMAT (Pos, pertanto) il giorno, che ne so, 23, la banca mi mette valuta 22?
Questa non l’avevamo mai notata… Grazie per la segnalazione.
Ci sarebbe da parlare di banche troppo a lungo. Preferisco il silenzio.
Caro Zambo, abbiamo tempo e pazienza. Se vuoi lasciare un contributo – di riflessione, non monetario ovviamente – si potrebbe sviluppare una sana discussione e magari un nuovo post sul tema. Non preferire il silenzio. Attendiamo tue nuove e nel frattempo ti ringraziamo per la visita.
Uhm, dai è che boh -non ho molto tempo io- però sono amico di Kekko e sono qua grazie a lui. Non so neanche chi sei/siete. Però si gode, dai.
Il fatto è che le banche sono aziende, ergo puntano a fare utili, soldi, moneta.
(Ho scoperto l’acqua calda, eheheh).
Sarebbe che ognuno dovrebbe trovare quella che gli fa spendere meno possibile per farsi tenere i soldi sul conto corrente e per fare le relative operazioni (bancomat, bonifici, estratto conto, etc etc).
Per gli investimenti, invece, serve ben altro.
Discussione aperta, mi segno il blog tra gli “amicici”.