Forti con i deboli, deboli con i forti. E soprattutto accondiscendenti con ricchi e potenti. E’ il ritratto di certo
intellettualume italiano che, con il coraggio da leoni che lo caratterizza, ci regala una figura come quella dell’ex ambasciatore in terra sovietica Sergio Romano. Il quale liquida la protesta tibetana così: «Non è necessario essere marxisti o anticlericali per osservare che la Cina recita in questa faccenda, sia pure con i modi intolleranti di un regime autoritario, la parte della modernità e che i monaci, come si sarebbe detto una volta, quella della reazione».
Vabbé, allora se la modernità è un valore assoluto, perché non permettiamo a quel modernista di Ahmadinejad di farsi la sua bella bomba atomica, “sia pure con i modi intolleranti di un regime autoritario”?
Wallace Henry Hartley



beh qui ci sarebbe da dire per tre ore.
sottolineo solo che per quanto abberrante l’affermazione non è del tutto falsa perchè ad es all’epoca dei monaci esisteva ancora la schiavitù, quindi da un punto di vista sociale è in parte vero
Modernità? ne esiste una o mille?
L’iran ha diritto alla bomba atomica, per quanto sia pericoloso, fino a quando altri paesi l’avranno e pretenderanno anche di poter dire chi può averla e chi no
Logico e impeccabile. Ma per chi ragiona per cavilli da avvocaticchio dei porci comodi, la logica è solo un calzino (sporco) da rivoltare.
@ sparkaos
Bisognerebbe capire se “modernità” e “progresso” sono davvero “il bene”. L’industrialismo sovietico, che Romano conosce bene, era assolutamente modernista. Ma dubito che all’ambasciatore piacesse.
@ Hieronymus
Dev’essere il pomeriggio faticoso, ma non ho capito se l’avvocaticchio è Romano… Porta pazienza… Comunque grazie per la visita. Spero tornerai a trovarci nonostante questo mio svarione :p