Vorremmo esprimere un desiderio. Vorremmo che il portavoce di Alleanza Nazionale, Andrea Ronchi, domani prendesse la sua automobile e facesse tappa a Verona. Vorremmo che bussasse alla porta della famiglia Tommasoli, il cui figlio Nicola è stato ucciso a calci e pugni per non aver dato una sigaretta a cinque giovani vicini agli ambienti dell’estrema destra. Vorremmo che Andrea Ronchi guardasse negli occhi la madre e il padre di questo ragazzo, distrutti dal dolore, e dicesse loro: “Io mi auguro che gli assassini di Verona siano condannati in maniera esemplare. Ma certamente non si può mettere sullo stesso piano l’attacco allo Stato di Israele e alla sua libertà. Sono due episodi che non sono assolutamente paragonabili. A Torino si vuole negare allo Stato di Israele il diritto di rappresentare la propria cultura, e questo è inaccettabile perché è frutto di un odio culturale antisionista della sinistra estrema italiana”.
Siamo sicuri che il portavoce di Alleanza Nazionale, Andrea Ronchi, non avrà difficoltà ad esaudire il nostro desiderio. In fondo dovrebbe solamente ripetere le stesse parole che ha pronunciato questa sera al Tg1.
Wallace Henry Hartley



Chi ha sollevato tutto questo polverone cercava solo un pretesto per politicizzare la vicenda di Verona:
1) La tragica morte del ragazzo è avvenuta per demenza mentale di un gruppo di 5 persone: il ragazzo è stato pestato per futili motivi (la sigaretta), e non per questioni politiche.
2) Alleanza Nazionale e l’estrema destra non hanno molti punti in comune (il partito La Destra si è presentata da sola alle elezioni proprio perchè non condivide il programma di AN)
3) “Sono due episodi che non sono assolutamente paragonabili.”: è stato detto e ripetuto più volte, nel caso di Verona manca il movente politico, mentre per il Salone del Libro il discorso è meramente politico.
@ Giorgio
Se hai fatto caso, su questo blog abbiamo volutamente messo in secondo piano l’aspetto politico “destra-sinistra” della questione. Il fatto sconvolgente, secondo noi, non è appunto l’appartenenza o meno, da parte dei cinque assassini, all’estrema destra, ma il fatto che al giorno d’oggi uno possa morire per non aver dato una sigaretta.
Detto questo, la gaffe di Fini e la scellerata intervista di Ronchi fanno esattamente il contrario. Gli esponenti di An, in preda alla sindrome giustificazionista, condita da una buona dose di coda di paglia e da un’eccessiva sudditanza psicologica nei rapporti con lo Stato di Israele, non sono stati capaci di interrompere i loro intervistatori e rispondere semplicemente: «Guardi che qui stiamo parlando di un morto, non faccia confronti stupidi». Loro non sono stati capaci di fare ciò, e si sono avvitati in questo insulso giochetto in cui “bruciare la bandiera di Israele” (=cattivi della sinistra) deve competere con “morire di calci a Verona” (=cattivi della destra, o presunti tali).
Aggiungiamo due cose nel merito delle tue osservazioni. Alleanza Nazionale e l’estrema destra non hanno molti punti in comune, ma l’eredità culturale li unisce ancora, come dimostra il risultato di Alemanno a Roma, dove l’area di destra-destra ha contribuito non poco alla sua vittoria.
Dire che “i due episodi non sono paragonabili” è un conto; ma dirlo, come ha fatto Ronchi, facendo intuire che i problemi seri sono l’incendio di un pezzo di stoffa e non questo rincoglionimento generale che attraversa tanti strati d’Italia è un’altra.
Comunque grazie a Giorgio per l’intervento, speriamo di rileggerti presto anche se non ci troviamo perfettamente d’accordo. Il confronto e la discussione sono la molla che hanno fatto scattare la voglia di scrivere questo blog, per cui ben vengano opinioni diverse.
Il confronto di opinioni, anche se diverse tra loro, è l’anima della democrazia. Ben vengano interventi come il vostro, che motivano e spiegano la vostra posizione, senza inutili pregiudizi. Ciao.
A questo riguardo trovo interessante la riflessione di questo sito: http://tinyurl.com/6aow7p