Dunque: Beppe Grillo gira in lungo e in largo l’Italia sostenendo che Umberto Veronesi lucra sul cancro, lo sentono in migliaia di persone, lo sentono i giornalisti, escono libri, ma nessuno reagisce. Meglio: nessuno se ne accorge, o fa finta di accorgersene. Quando uno spezzone dello spettacolo di Grillo che attaccacca Veronesi va in tv, succede il finimondo, destra e sinistra strepitano, e la Rai si scusa.
Marco Travaglio scrive un libro, venduto ovunque, anche negli ipermercati, in cui sostiene che Renato Schifani è pesantemente colluso con la mafia, raccontando episodi e citando documenti. Lo leggono in migliaia di persone, lo leggono i giornalisti, escono articoli, ma nessuno reagisce. Meglio: nessuno se ne accorge, o fa finta di accorgersene. Quando Travaglio va in tv e racconta le stesse medesime cose che aveva scritto su Schifani, succede il finimondo, destra e sinistra strepitano, e la Rai si scusa.
Le due storie insegnano alcune cose. La prima è che chiunque voglia fare dei discorsi controcorrente deve tenersi lontano dal teleschermo. La risonanza sarà forse un po’ minore, ma neanche poi tanto, visto che né Grillo né Travaglio possono essere considerati degli sconosciuti emarginati. La seconda è che oramai non ha più senso dipindere Berlusconi come il cattivone di turno. Lui è solo l’uomo immagine di un sistema che vede saldatissimi centrodestra e centrosinistra, uniti nella volontà di arroccarsi e gestire la cosa pubblica tra di loro. I piagnistei di Petruccioli, i patetici moniti della Finocchiaro (che se si è beccata una simile scoppola in Sicilia, un motivo ci sarà), e i soliti silenzi di Veltroni rendono bene la cifra di un Partito Democratico che per non sembrar più “cumunista” ha perso qualsiasi identità e - per dirla con un linguaggio che piace tanto ai moderni strateghi del marketing - non trova più uno straccio di target di riferimento.
In ogni caso, annunciamo che, alla prossima multa per divieto di sosta che troveremo sul parabrezza, ci rifiuteremo di pagare per l’assoluta mancanza di “contradditorio” da parte del vigile urbano, che naturalmente ci avrà teso un’”imboscata”.
Wallace Henry Hartley



come non condividere questo post. Il paese non è solo alla deriva, è già affondato, il Titanic a confronto era un mezzo di trasporto sicuro.
Il bello è che nessuno ha potuto contraddirlo sul contenuto, se le cose che dice travaglio su schifani fossero delle minchiate il buon marco sarebbe già stato condannato, così come abbate e gomez. è evidente, in tv non si possono dare notizie…pensiamo al vecchio lucifero della poilitica italiana, andreotti. 7 volte primo ministro e senatore a vita. la magistratura ha stabilito - in via definitiva - che per trent’anni (trenta) ha collaborato con la mafia ma, ahinoi, il reato è caduto in prescrizione. ma è un fatto che sia stato commesso. ma eccoli santificato. belzebù fa la pubblicità per i telefonini, pontifica da vespa e da mentana ed è un nostro senatore. e i giornali - tutti praticamente - l’hanno venduto per assolto. la tv ha fatto di più, l’ha santificato.l’italia è come un cesto pieno di uova marce. i giornali e le tv l’hanno coperto con un canovaccio. Fin che la puzza non diventa eccessiva può funzionare…ora, però, stiamo svenendo dal fetore.
salutu
Dagored
@ Dagored
Giornali e tv ce ne mettono del loro, a coprire il fetore. Ma il dramma sta nella totale assenza di controparti. Certo, se chi in Parlamento dovrebbe avere un ruolo di controllo e pungolo se ne sta a scodinzolare elemosinando un patetico “Statuto dell’Opposizione”, le speranze di vedere qualche segnale diverso sono alquanto scarse.