Fuori dagli ospedali gli obiettori di incoscienza
La notizia la riprendiamo da qui e per il momento non pare essere stata considerata dalle testate nazionali più importanti. E’ successo che all’ospedale Niguarda di Milano un anestesista, medico obiettore di coscienza, ha rifiutato il proprio aiuto ad una donna sottoposta ad aborto terapeutico. La signora, un’ucraina di 30 anni, era in preda a forti dolori dopo l’intervento, ma l’anestesista, una volta saputo che era appena stato eseguita un’interruzione di gravidanza, ha rifiutato il proprio intervento. Per sedare i dolori della donna è intervenuto il primario di ostetricia che ha dichiarato: «Non è compito mio fare quella iniezione ma i medici abortisti nel mio reparto sono così pochi che spesso mi capita di rimboccarmi le maniche e fare da solo».
Noi abbiamo grande rispetto del concetto di obiezione di coscienza, tanto che siamo stati – in gioventù – obiettori di coscienza al servizio militare. Tuttavia l’obiezione alla leva ha due fondamentali differenze: in caso di guerra, l’esercito sarebbe venuto a casa a prenderci per le orecchie, fottendosene allegramente del nostro servizio civile; inoltre l’obiezione alla naja non comporta conseguenze immediate sugli altri.
Dunque, per cortesia, la si smetta di definire questi medici irresponsabili come “obiettori di coscienza” e si inizi a chiamarli con il loro nome: fanatici talebani, uguali ai macellai che deturpano i genitali delle giovani donne musulmane in nome di principi religiosi che nulla hanno a che fare con la salute. Poi li si inviti a cambiare mestiere. Infine si cominci a denunciarli per interruzione di servizio pubblico. Grazie.
Wallace Henry Hartley
Tags: aborto, anestesista, interruzione di gravidanza, Milano, Niguarda, obiezione di coscienza
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Luglio 18, 2008 at 8:10 am
Sono d’accordo con te, d’altronde dell’argomento ne avevamo già parlato da Gilioli.
Io lanciai una proposta: un team di avvocati per denunciare medici e direzioni sanitarie in solido nel momento in cui viene negata, per mancanza di medici non obiettori, assistenza medica.
Un medico non può essere obiettore: se non vuole praticare aborti, può tranquillamente scegliere un’altra specializzazione.
Ecco perché fui d’accordo con la lettera aperta di Flamigni. Da lì di dovrebbe ripartire.
Credo che dovremmo, noi blogger innanzitutto, creare un luogo unico di discussione sui temi di bioetica e laicità. Dobbiamo smuovere le coscienze, ormai la Chiesa ha scelto di giocare duro e lo stesso dobbiamo fare noi.
L.
Luglio 18, 2008 at 2:02 pm
Stamattina ti avevo lasciato un commento ma mi sa che non è stato registrato…vabeh…
Tanto dicevo che ero d’accordo con te e con la lettera aperta di Carlo Flamigni di un po’ di tempo fa…si trova sul sito di Micromega.
Luglio 19, 2008 at 3:02 pm
@ Livio/DrSkaL
Il sistema di WordPress aveva bloccato il tuo intervento, me ne sono accorto solo oggi. Chiedo scusa per il contrattempo, l’ho comunque recuperato.
L’idea di un luogo unico di discussione su bioetica e laicità è molto interessante, idem l’ipotesi di un un team legale. Qualcosa si può fare. Ciao e a presto.
Luglio 19, 2008 at 7:11 pm
Tranquillo, ho pensato che fosse stato un problema del server.
Anzi, scusami se ho usato il mio solito nick, è l’abitudine
Mi fa piacere che l’idea la trovi interessante. Conosco molte persone che hanno una opinion simile alla nostra sui temi della bioetica e della laicità, è un peccato che questo enorme serbatoio di idee e sensibilità resti atomizzato.
A presto e buon weekend,
L.