Quell’abortista di Silvio Berlusconi difende la vita
Da una intervista rilasciata da Veronica Lario a Maria Latella del Corriere della Sera, nell’aprile 2005, risulta che negli anni Ottanta, prima che nascesse la primogenita Barbara, Veronica si sottopose a un aborto terapeutico rinunciando al figlio che lei e Silvio Berlusconi avevano voluto. Decise di non averlo perché quel bambino non sarebbe nato sano. Racconta lei stessa: “Ho avuto un aborto terapeutico, molti anni fa. Al quinto mese di gravidanza ho saputo che il bambino che aspettavo era malformato e per i due mesi successivi ho cercato di capire, con l’ aiuto dei medici, che cosa potevo fare, che cosa fosse più giusto fare. Al settimo mese di gravidanza sono dolorosamente arrivata alla conclusione di dover abortire“.
Tags: aborto, Chiesa, Eluana Englaro, gravidanza, ipocrisia, Silvio Berlusconi, Veronica Lario
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Febbraio 11, 2009 at 12:29 pm
Sono d’accordo sul fatto che la parola coerenza non fà parte del vocabolario dell’haimè nostro Presidente del Consiglio. Non lo si può però incolpare di una scelta che cmq non è stata sua. Non sappiamo quanto lui abbia eventualmente cercato di persuadere la moglie a non compiere quel gesto.
Non voglio difenderlo credetemi, anzi ritengo che le sue brutte figure le faccia in prma persona senza l’aiuto dei familiari.
Un dolore così intimo e inimmaginabile della famiglia e il turbamento sulle nostre coscienze di fronte a questa notizia DOVEVA essere rispettato semplicemente con il SILENZIO, unica richesta del padre pure quella non rispettata.
Ciao Eluana… Che la tua nuova vita possa ricominciare in un mondo più bello.
Valentina
Febbraio 11, 2009 at 12:56 pm
Come scritto nelle ultime tre righe del post, non è in discussione la scelta effettuata dalla famiglia Berlusconi-Lario.
Febbraio 11, 2009 at 1:03 pm
…appunto quindi non lo si può neppure definire abortista…
Febbraio 11, 2009 at 2:37 pm
beh, avendo fatto ricorso all’interruzione di gravidanza, non lo si può definire nemmeno “anti”….
Febbraio 11, 2009 at 2:45 pm
Ricordo che il ricorso all’aborto lo ha fatto la moglie…non possiamo sapere se lui sia stato daccordo o meno con quel gesto. Pertanto non lo si può definire abortista.
Febbraio 11, 2009 at 2:49 pm
Stiamo parlando di vita vera, questo non è un duello dialettico. Un uomo divorziato, la cui compagna ha abortito, non ha il miglior physique du role per ergersi a difensore della morale cattolica. Tutto qui.
Febbraio 11, 2009 at 4:27 pm
ok allora se la mettiamo su questo piano posso essere d’accordo con te. Potremmo dunque cambiare il titolo dell’argomento in Quell’immoralista cattolico di Silvio…