Un complotto contro il premier è una notizia, caro Minzolini
Nell’edizione di ieri sera, reduce dalla simulazione di lavata di capo eseguita dal presidente della Rai Paolo Garinberti, il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, si è offerto alle telecamere per difendere l’operato della sua testata e la sua linea editoriale. Noi non facciamo gossip nazionale, ha rivendicato sdegnosamente. Fa specie, detto dal riconosciuto inventore del racconto politico gossipparo, che lo ha reso celebre negli anni e nelle cronache di palazzo come colui che riportava sui giornali il chiacchiericcio captato qua e la e le conversazioni private. Altro che “storia piena di allusioni, testimoni piu’ o meno attendibili e rancori personali” nella quale “non c’e’ ancora una notizia certa”, come la definisce lui.
Comunque, prendiamo atto: il Tg1 non fa gossip e non “scimmiotta qualche quotidiano o rotocalco”.
Certo, però, che il Tg1 ignora una notizia ben più grave. Voi aprite pure il telegiornale con l’Iran, di cui agli italiani frega assai. Intanto il Presidente del consiglio italiano, il Capo del governo, denuncia a chiara voce l’esistenza di un complotto ai suoi danni. Vista la fonte autorevole, io non lo sottovaluterei. Anzi. Spenderei mezzo telegiornale e tutti i migliori giornalisti della mia testata per indagare su chi stia complottando contro il Premier. Si tratta di sicurezza nazionale, mica ciccioli.
Perchè delle due l’una: o la storia del complotto è una gigantesca panzana, a cui nemmeno Minzolini riesce a dare credito, oppure il direttore del Tg1 ha proprio deciso di inaugurare lo sciopero delle notizie e nel dubbio nasconde tutto sotto il tappeto.
Tags: Augusto Minzolini, Berlusconi, berlusconi e le mignotte, d'addario, democrazia, destra, donne, escort, FOTO, foto hard, governo, informazione, Italia, mignotte, Paolo Garimberti, Pdl, politica, POLITICA ITALIANA, porno, ragazze, religione, scandalo, sesso, Stati Uniti, Tg1, Vaticano
You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.
Giugno 23, 2009 at 9:46 am
Dott. Minzolini, io la stimo come giornalista e rendo onore alla sua carriera, soprattutto per il fatto che in ogni cosa che lei fa ci mette la faccia. Come in questa occasione.
Tuttavia lei dice delle cose che mi lasciano perplesso.
Parla dell’inchiesta della Procura di Bari come di “pettegolezzi” nati da manipolazioni politiche e rancori personali. Omette però, come da giorni le viene benissimo, che in quell’indagine in cui, lei stesso dice, non c’è nulla di certo, si parla di prostituzione e droga.
Nulla di certo, è vero, per questo si chiama indagine.
Mi scusi ma penso che non si chiami “prudenza” la sua, bensì possa chiamarsi “evitare l’impatto mediatico”.
Minzolini suvvia, ne parla la stampa MONDIALE oltre che quella italiana e il web.
A meno che non siano tutti impazziti lei ha effettuato una vera e propria censura da regime, somigliante, per certi versi, a quella in atto in Iran (a parte i morti, ovviamente)
In qualsiasi Paese del G8 che possa vantare una reale democrazia e una trasparenza mediatica garantita, un premier coinvolto in uno scandalo del genere si sarebbe dovuto dimettere subito.
Ma siamo in Italia e poi, mal che vada, c’è il Lodo Alfano (o Lodo Pisello, come ribattezzato da Travaglio)
http://fabiopari.blogspot.com/