L’influenza suina e l’influenza cretina
Dunque pare che dobbiamo proprio spaventarci. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la nuova influenza ha quasi raggiunto il «100% del pianeta» ma è appena alle battute d’avvio, perché nei prossimi due anni potrebbe arrivare a contagiare fino a 2 miliardi di persone. Uh, che paura.
C’è però qualcosa di ridicolo in tutto questo melodramma sull’influenza detta prima suina e poi nuova. E’ sorprendente, ad esempio, che sia difficilissimo trovare traccia di uno scritto che spieghi con chiarezza quali sono i sintomi di questa simpatica malattia. Oggi sul Corriere.it, tanto per dirne uno, hanno pubblicato una pagina di domande e risposte, che spiega tutto tranne i sintomi. Ohibò. Scavando un poco, si viene a sapere che i sintomi dell’influenza suina sono i medesimi dell’influenza normale. Non lo dico io: lo dice il ministero della Salute: “I sintomi della nuova influenza umana da virus A/H1N1 sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea”. Non solo: “Come l’influenza stagionale, l’influenza da virus influenzale A/H1N1 nell’uomo può presentarsi in forma lieve o grave. Come l’influenza stagionale, può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus A/H1N1″.
E allora perchè tutto questo allarme? Qual è il problema? Perchè fare le code in farmacia per acquistare due farmaci che non nomino, visto che hanno già avuto sufficiente pubblicità? E perchè, addirittura, il ministero vuole dare il via alla vaccinazione obbligatoria per 15 milioni di persone?
Se rinasco, voglio diventare presidente di un’azienda farmaceutica. Questo è certo.
Tags: a/h1n1, farmaci, Influenza, influenza suina, nuova influenza, panico, sintomi, vaccino
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Luglio 25, 2009 at 10:31 pm
[...] Guarda Articolo Originale: L'influenza suina e l'influenza cretina « Deriva Antropologica [...]
Novembre 1, 2009 at 11:28 am
Da -non- medico nè specializzato in materia, ma da soggetto in via di probabile affezione (primi sintomi iniziali..?), con nucleo familiare affetto e -pare- in via di soluzione, ritengo lapalissiane 2 considerazioni, scevre da qualunque altro interesse; 1a: senz’altro il business sul farmaco trova la sua logica nella struttura capitalista che DA SEMPRE cavalca questi fenomeni pandemici. Quindi comprendo il personale medico che rifiuta di vaccinarsi. 2a: è comunque NON DA MENO lecito prendere atto che i casi mortali non dovuti a pregresse problematiche di salute ESISTONO. Quindi, se dal punto di vista meramente statistico, di percentuale, la mortalità legata alla ’suina’ fà -numero- con le influenze “ordinarie” senza variare di molto o nulla la media -complessiva-, resta la COLPA del sistema, colpa che stà nel non attuare le opportune misure d tutela della pop.ne pensando solo al business e che per contro espone di fatto sempra la pop.ne a malattia e malesseri diffusi circa i quali (come dimostra anche questo blog) ci si trova, piaccia o meno, indifesi. In merito poi il parlare di deficit sulla tutela dalla fame, dal sottosviluppo ecc… e’ aria fritta; NON SI FRAINTENDA, ma nel senso che è -un’altro film-, o ancor meglio: fa parte della stessa torta del capitalismo assassino. QUI SI PARLA di “SUINA”, o sbaglio? Ebbene, non vi sono risposte sufficienti.
Luglio 29, 2009 at 4:12 pm
Non è il caso di fare allarmismo, anche perché serve a poco, ma l’AH1N1 farà diverse decine di milioni di morti in tutto il mondo, anche ai blandi livelli di mortalità attuali (basta un semplice calcolo percentuale). Non mi sembra un problema trascurabile.
Luglio 29, 2009 at 4:50 pm
So di sconfinare nel populismo, ma livelli di mortalità ben superiori si registrano anche per fame e per sete. Non mi sembra un problema trascurabile.
Luglio 29, 2009 at 4:59 pm
Diverse decine di milioni di morti per fame e sete? Strano che qualcuno riesca ancora a parlare di sovrappopolazione mondiale.
Luglio 30, 2009 at 2:45 pm
Caro/a Area, la tua ironia suona fuori luogo. Nel 2005, 536.000 donne sono morte per cause legate alla gravidanza e al parto. In media ogni giorno circa 1500 donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza e al parto. Nei paesi in via di sviluppo, il rischio di mortalità materna nel corso della vita è di 1 su 76, in confronto alla probabilità di appena 1 su 8.000 per le donne dei paesi industrializzati.
La fonte di questi dati è l’Unicef.
Se poi tu sei convinto/a che il sovrappopolamento avvenga perchè non muore più nessuno, in questo mondo, allora sei fuori strada.
Mettiti pure in coda per un po’ di Tamiflu: l’economia deve girare, in fin dei conti.
Luglio 31, 2009 at 5:23 pm
Non metto in discussione nè la maggiore mortalità legata alla gravidanza ed al parto nei paesi “in via di sviluppo” nè l’importanza del problema.
Stiamo, però, parlando d’altro.
L’uomo ha una strana tendenza a sbagliarsi, quando si tratta di epidemie.
A volte crea allarmi enormi, e costosi, per nulla (aviaria, sars, mucca pazza).
Altre volte sembra trascurare malattie meno fascinose ed apocalittiche, che rischiano di creare parecchi problemi.
Il Tamiflu, fra l’altro, serve a poco e niente. E’ inutile per prevenire e non riesce a curare. La malattia è, ad oggi, insensibile a qualsiasi farmaco. Nella maggior parte dei casi recede spontaneamente in pochi giorni. In pochi casi (1,5% – 2%) diventa mortale, a prescindere dall’età e dalle condizioni fisiche del malato.
Si prevedono almeno due miliardi di contagiati nel mondo (non so in base a quale calcolo, ma pare plausibile) e, pertanto, si prevede la morte di almeno 30-40 milioni di persone.
Ripeto: “Non mi sembra un problema trascurabile.”
Luglio 31, 2009 at 6:52 pm
Ecco, Area, ti ringrazio per aver riportato il dialogo nel terreno della discussione e non dell’esposizione di striscioni e slogan. Il tuo ultimo intervento è molto interessante, istruttivo e sostanzialmente condivisibile. Anche quando dici “non mi sembra un problema trascurabile”. Neanche a me sembra trascurabile, tuttavia nella società delle comunicazioni di massa un fischio diventa un’assordante sirena d’allarme e l’irrazionalità prende spesso il sopravvento.
Tu parli di ”allarmi enormi, e costosi, per nulla”, citando aviaria, sars e mucca pazza, ovvero – più o meno – gli ultimi in ordine di tempo. Anche nelle favole si impara che gridando “al lupo al lupo” continuamente non si ottiene l’effetto sperato.
Io me la sono presa con un (vice)ministro che, non si sa bene perché, a luglio denuncia il rischio di epidemie e prefigura scenari apocalittici con scuole chiuse e, immagino, coprifuoco. Qui la questione non è trascurare o no il problema, ma saperlo maneggiare. Spaventare la popolazione senza avere in mano qualche dato scientifico certo non mi pare cosa saggia.
Il fatto, poi, che certi allarmi non facciano altro che aumentare il numero di lobotomizzati (lo posso dire senza offendere nessuno?) che corrono in farmacia per comprare il Tamiflu è inquietante, anche perché poi si scopre che le stesse case farmaceutiche che si stanno arricchendo ora grazie alla psicosi suina, sono quelle che si sono arricchite con aviaria, sars e mucca pazza…
Sono decenni che noi poveri esseri umani viviamo nel terrore: la bomba atomica, l’Aids, il terrorismo, la delinquenza, ora le malattie. Il giochino funziona sempre e aiuta a mantenere il controllo, anche nelle più libere democrazie. Ma comincia a stancare.
Agosto 1, 2009 at 12:06 am
Gli uomini di governo dovrebbero agire di più e parlare di meno, soprattutto ad una certa stampa sempre pronta al sensazionalismo da quattro soldi (che ha stancato, davvero).
Maneggiare il problema non è semplice per niente. Chiarito che i suini non c’entrano per niente con l’influenza, mi sento in dovere di sconsigliare comunque il comportamento del bambino della foto (i maiali sono aggressivi e carnivori; baciarne uno sul naso equivale a baciare un leone). Chiusa la parentesi.
Si deve evitare soprattutto che la crisi venga gestita dalla stampa, che vive in perenne campagna elettorale ed è diventata adatta a tutto, meno che a dare notizie.
Non si deve creare allarmismo, ma senza minimizzare i pericoli e consigliare le dovute precauzioni. Minimizzare troppo significherebbe scatenare il panico irrazionale, non appena i casi diventassero più numerosi e visibili a tutti (succederà). In Inghilterra la gente è letteralmente impazzita. Sta ingurgitando le peggiori schifezze, travolta dall’atavico terrore del contagio. Fra pochi giorni inizierà la caccia all’untore.
Agosto 21, 2009 at 2:27 pm
Il contributo di un personaggio molto controverso, che si chiama David Icke: