Archivio per la categoria 'deriva dei diritti'

Walter Ultimatum Veltroni

Nell’ordine: ha provato a salvare la tv di famiglia, Rete 4, a dispetto dell’Europa; è entrato in scivolata contro la magistratura (ma anche contro la libertà di stampa) bloccando di fatto l’uso delle intercettazioni durante le indagini; ha tagliato la testa al toro reintroducendo il Lodo Schifani che rende impunite le “alte” cariche dello Stato; ha infine effettuato un golpe di velluto, militarizzando il paese e piazzando i soldati a pattugliare le aree urbane.

Cos’altro ancora deve fare, Berlusconi, per far saltare ’sto cazzo di dialogo?

Wallace Henry Hartley

In tv possono andare solo le cazzate

Dunque: Beppe Grillo gira in lungo e in largo l’Italia sostenendo che Umberto Veronesi lucra sul cancro, lo sentono in migliaia di persone, lo sentono i giornalisti, escono libri, ma nessuno reagisce. Meglio: nessuno se ne accorge, o fa finta di accorgersene. Quando uno spezzone dello spettacolo di Grillo che attaccacca Veronesi va in tv, succede il finimondo, destra e sinistra strepitano, e la Rai si scusa.

Marco Travaglio scrive un libro, venduto ovunque, anche negli ipermercati, in cui sostiene che Renato Schifani è pesantemente colluso con la mafia, raccontando episodi e citando documenti. Lo leggono in migliaia di persone, lo leggono i giornalisti, escono articoli, ma nessuno reagisce. Meglio: nessuno se ne accorge, o fa finta di accorgersene. Quando Travaglio va in tv e racconta le stesse medesime cose che aveva scritto su Schifani, succede il finimondo, destra e sinistra strepitano, e la Rai si scusa.

Le due storie insegnano alcune cose. La prima è che chiunque voglia fare dei discorsi controcorrente deve tenersi lontano dal teleschermo. La risonanza sarà forse un po’ minore, ma neanche poi tanto, visto che né Grillo né Travaglio possono essere considerati degli sconosciuti emarginati. La seconda è che oramai non ha più senso dipindere Berlusconi come il cattivone di turno. Lui è solo l’uomo immagine di un sistema che vede saldatissimi centrodestra e centrosinistra, uniti nella volontà di arroccarsi e gestire la cosa pubblica tra di loro. I piagnistei di Petruccioli, i patetici moniti della Finocchiaro (che se si è beccata una simile scoppola in Sicilia, un motivo ci sarà), e i soliti silenzi di Veltroni rendono bene la cifra di un Partito Democratico che per non sembrar più “cumunista” ha perso qualsiasi identità e - per dirla con un linguaggio che piace tanto ai moderni strateghi del marketing - non trova più uno straccio di target di riferimento.

In ogni caso, annunciamo che, alla prossima multa per divieto di sosta che troveremo sul parabrezza, ci rifiuteremo di pagare per l’assoluta mancanza di “contradditorio” da parte del vigile urbano, che naturalmente ci avrà teso un’”imboscata”.

Wallace Henry Hartley

Il 1° maggio del 2008

Oggi è il 1° maggio, Festa del Lavoro. Noi siamo al lavoro. In un ritaglio di tempo, stiamo leggendo dei quattro operai rimasti ustionati all’Ilva di Taranto. Ah sì: i sindacati stanno festeggiando in piazza, a Roma.

Wallace Henry Hartley

Uova, ovuli e libertà di opinione

Il dizionario De Mauro on line dà il seguente significato alla parola “buonismo”: “nel linguaggio giornalistico e politico, atteggiamento di benevolenza anche eccessiva e moralistica nei rapporti sociali e di continua ricerca di mediazione tra posizioni divergenti - eccesso di buoni sentimenti in un’opera letteraria, cinematografica, ecc“.

Il tour di Giuliano Ferrara, intento a diffondere il verbo della sua lista “Aborto? No, grazie”, sta raccogliendo soprattutto insulti, ortaggi e uova. Immediatamente la nostra bella intellighenzia esegue il suo solito esercizio di conformismo e grida allo scandalo, tirando fuori ancora una volta l’abusatissima massima di Voltaire sulla difesa delle opinioni altrui. Addirittura una Miriam Mafai arriva a scrivere: “Fossi stata ieri sera a Bologna, sarei stata dalla parte di Giuliano Ferrara, contro coloro che, con la violenza, gli hanno impedito di parlare”.

Ma quando mai? Ma di cosa stiamo discutendo? Il signor Giuliano Ferrara ha parlato un po’ dappertutto, non è il tipo - lui che da giovane faceva il servizio d’ordine nei cortei del Pci, arruolato nei “katanga” - che si fa spaventare da una manciata di giovinetti. Un pomodoro o un uovo non sono bulloni o proiettili: sarà un brutto modo di rappresentare le proprie idee, quello di lanciare cibarie su un oratore, ma da qui a parlare di violenza e terrorismo ce ne passa. Nel teatro elisabettiano, quello di Shakespeare, il pubblico non era quello della Scala di Milano: a vedere gli spettacoli ci andava il popolo, e se la recita non era gradita, scattavano urla, improperi e lancio di oggetti sugli attori. Ai nostri tempi interverrebbe Perugini a sedare la folla…

Alessandro Gilioli ha le sue buone ragioni, quando nel suo blog sostiene che “ci sono persone che prolungano la loro adolescenza talmente in là da non capire quanta pubblicità fanno a chi credono di contestare”. Tuttavia il gioco di Ferrara è talmente sporco e talmente pericoloso per una società dei diritti, che protestare è non solo legittimo, ma forse anche necessario, non fosse altro che per dimostrare che no, non stiamo tutti dormendo in attesa che la Chiesa ci entri direttamente nel letto.

Che poi, quel pacifista di Ferrara, preoccupato di chiedere la moratoria per l’aborto ma fervente tifoso del massacro di iracheni a colpi di bombe al fosforo, non si tira certo indietro, come mostrano bene le immagini della manifestazione di Bologna.

Com’è che le uova tirate dai giovinetti sono più brutte e più sporche di quelle tirate dal direttore del Foglio? Com’è che nessuno dei nostri fini intellettuali si sente in dovere di far notare che un candidato al Parlamento non dovrebbe lanciare oggetti alla platea?

Wallace Henry Hartley

Blogbabel Vs. PaulTheWineGuy: diritti in rete

Premessa: ci scusiamo con la gentile utenza, non avremmo mai pensato di mandare un messaggio in bottiglia sul metablogghismo, ma questa volta facciamo uno strappo alla regola.

Dunque, è successo questo: PaulTheWineGuy, blogghista e tumblrista (dio ci scampi per codesti neologismi) che già aveva messo di fronte alle proprie responsabilità il Corriere della Sera - reo di aver linkato senza citare la fonte alcuni suoi lavori - ha chiesto, per motivi che ci sfuggono e che non sono comunque affar nostro, a Blogbabel, sito specializzato in raccolta e statistiche aggregate di blog italiani, di essere eliminato dai blog da loro aggregati. Blogbabel ha risposto che non si può; PaulTheWineGuy (ma anche Napolux) ha ritenuto questa impossibilità del tutto impossibile. Dopo una schermaglia in punta di fioretto, si è arrivati al punto in cui Paul ha ricordato l’esistenza delle Creative Commons; al che quelli di Blogbabel hanno reagito chiedendo se voleva arrivare a far loro causa in Tribunale. Paul ha risposto di no. Blogbabel si è allarmata per la minaccia di mettere in campo gli avvocati. Paul ha ribadito che non ha intenzione di arrivare a ciò. Blogbabel ha mandato affanculo tutti, ha chiuso il sito (temporaneamente?) spiegando che quell’arrogante testa calda di Paul vuole trascinarli in Tribunale e che, insomma, i blogghers italiani sono dei mentecatti, alla fin fine. Tutta l’epopea la potete leggere, dalle parole dei diretti interessati, qui.

A prescindere dal livello della discussione, pensiamo - molto modestamente - che la contesa sia tutt’altro che stupida. La società della rete è ancora in fase embrionale, nonostante ormai da anni si parli di “autostrade dell’informazione”, “blogosfera” e altre amenità. Ciò significa che diritti e doveri, spesso, stanno in un’area grigia in cui le stesse legislazioni entrano in difficoltà. A nostro avviso, PaulTheWineGuy non è un “povero scemo” e nemmeno si è guadagnato il titolo di “bloggher più pirla d’Italia”, come qualcuno gli ha scritto direttamente sul suo sito. E’ solo un signore che pone un problema e che non riceve alcuna risposta. Tanto per capirci: in giurisprudenza esiste il diritto all’oblìo, che si traduce nel fatto che se io ho commesso un omicidio, dopo aver scontato la mia pena ho diritto a non essere più bollato come omicida. Non si capisce perchè in rete le mie tracce debbano invece restare in maniera permanente.

E non si capisce perché questa contesa debba essere bollata come semplice “litigio da riunione di condominio”: quando un fatto analogo avvenne per Facebook, si aprì un interessantissimo dibattito su pubblicità, privacy e “diritto al non esserci”. Se l’argomento interessa leggetevi questo: vedrete la vicenda di PaulTheWineGuy Vs. Blogbabel sotto una luce diversa.

PS: Non è per fare gli apocalittici (per quanto ci piaccia molto farlo), ma nessuno di noi è in grado di sapere cosa sarà internet tra trent’anni. Considerate le potenzialità che la rete ha, soprattutto come moderno Panopticon, il diritto di entrare e uscire dai nodi della rete non è affatto una quisquilia.

Wallace Henry Hartley

Forse ci vuole uno psicanalista

Giuliano Ferrara difende la vita.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui. Tuttavia ci pare che Giuliano Ferrara non abbia alcun figlio adottivo, che sarebbe un bel modo di difendere la vita.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui. Tuttavia ci pare che Giuliano Ferrara non abbia alcun figlio adottivo, che sarebbe un bel modo di difendere la vita. In compenso anni fa andava in televisione con sua moglie, la ex (?) femminista Anselma Dell’Olio, a dare lezioni di sesso.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui. Tuttavia ci pare che Giuliano Ferrara non abbia alcun figlio adottivo, che sarebbe un bel modo di difendere la vita. In compenso anni fa andava in televisione con sua moglie, la ex (?) femminista Anselma Dell’Olio, a dare lezioni di sesso. Dare lezioni di sesso non è come un corso prematrimoniale in parrocchia, e implica il fatto di conoscere molto bene la materia.

Giuliano Ferrara difende la vita però non ha figli, ma magari ha i suoi motivi, considerato che ha fatto sapere di avere testicoli piccoli. Non sappiamo se questo influisca. Nel caso, ci dispiacerebbe per lui. Tuttavia ci pare che Giuliano Ferrara non abbia alcun figlio adottivo, che sarebbe un bel modo di difendere la vita. In compenso anni fa andava in televisione con sua moglie, la ex (?) femminista Anselma Dell’Olio, a dare lezioni di sesso. Dare lezioni di sesso non è come un corso prematrimoniale in parrocchia, e implica il fatto di conoscere molto bene la materia. Però Giuliano Ferrara non ha figli.

Oddìo: dobbiamo tutti sperare di avere disfunzioni genitali per vivere con pienezza la nostra sessualità? O non è che Ferrara usa contraccettivi? E se sì, perché non ne parla?

Wallace Henry Hartley

Ma non hanno altro da fare?

Spiace tornare a parlare di un tema delicato come quello dell’aborto ma, come dice Gilioli sul suo blog, stiamo precipitando nel Medioevo: le cronache di oggi parlano di un’irruzione in ospedale a Napoli da parte di agenti in divisa durante una interruzione di gravidanza. Se ne può avere no021307_113.giftizia, tra i tanti giornali, qui e qui.

Lo sconcerto non è solo nell’avvenimento in sé, ma nei particolari. I quali, messi uno vicino all’altro, fanno apparire il nostro paese oramai più vicino al vituperato Iran che non ad una democrazia occidentale: una signora di 39 anni, alla ventunesima settimana di gravidanza, subisce (ripetiamo: subisce, non perpetra, caro Ferrara, è la lingua italiana) un aborto dopo aver accertato che il feto soffriva della sindrome di Klineferter, un’anomalia cromosomica che porta a gravi rischi di deficit mentali per il nascituro; dopo venti minuti dall’intervento fanno irruzione in corsia sette agenti di polizia, senza mandato secondo quanto afferma l’Unione delle Donne Italiane, e a seguito di una denuncia anonima; gli agenti interrogano la donna e pure la degente vicina di letto; chiedono se l’aborto è avvenuto dietro pagamento; acquiscono la cartella clinica; sequestrano il feto. Tutto questo per un presunto reato di “feticidio”. Il primario del reparto di Ostetricia ove l’irruzione è avvenuta, che secondo il Corriere della Sera è pure obiettore di coscienza, al contrario garantisce che tutto è avvenuto nel rispetto della legge.

Una domanda: una denuncia per procurato allarme contro chi ha allertato le forze dell’ordine non sarebbe il minimo? Ah già: era un anonimo.

Wallace Henry Hartley

Effetti collaterali della democrazia

In un servizio trasmesso da “Anno Zero”, uno dei personaggi orbitanti al caso Mastella, parlando della logica spartitoria nelle nomine, ha affermato: “Se negli enti ci mettiamo quelli che sono competenti al cento per cento, sarebbero sempre gli stessi”.

Non fa una grinza. Ma è una logica che fa venire i brividi.

Wallace Henry Hartley

Il Papa, il Dalai Lama e Voltaire

Giusta o sbagliata che sia, la reazione di alcuni docenti e studenti della Sapienza contro la presenza del Papa all’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’università romana è stata originata da questioni di principio e di punti di vista sui concetti di scienza, libertà, religione e sapere. Le porte sbattute in faccia al Dalai Lama a metà dicembre sono state dovute a mere ragioni economiche e di realpolitik. Guarda caso, per il “niet” al Premio Nobel tibetano non abbiamo assistito allo stracciamento di vesti unanime e plebiscitario che atteaversa in queste ore la politica e i media italiani.

Evidentemente l’abusata massima di Voltaire vale solo in alcuni casi.

Aborto, politica e Chiesa (2): golpe in Vaticano?

Abbiamo letto le notizia più di una volta, per esserne certi. E, anche se il giornalista di La7 smentisce e si schermisce, siamo molto preoccupati per il fatto che, al giorno d’oggi, sia il Papa a seguire i suggerimenti di Giuliano Ferrara e non, eventualmente, il contrario.

Wallace Henry Hartley

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