Archivio per la categoria 'eccezioni'

L’importanza di essere Napolitano

Nella mattinata di oggi il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha avuto un malore. Era a Trento, dove teneva una lectio magistralis dopo il conferimento del titolo di professore straordinario della locale Università. Le cronache dicono che la cosa si è risolta immediatamente e il Presidente della Repubblica sta bene, ora.

Napolitano aveva tante caratteristiche per dispiacere a molti e risultare poco “aggregante”: ex comunista, meridionale, “homo politicus” di lungo corso. Eppure è riuscito a imporre un carisma che molti, forse, non sospettavano, anche grazie a semplici gesti come il taglio delle spese del Quirinale. Considerato che è ormai uno dei pochissimi rappresentanti delle istituzioni ancora stimato e rispettato nell’opione pubblica, speriamo - qui dal ponte della nave che lentamente affonda - che tenga duro e goda di buona salute per lunghissimo tempo. Perché, in caso contrario, l’anarchia in Italia diventerebbe totale e incontrollata. E di questo ne faremmo volentieri a meno.

Wallace Henry Hartley

Prodi, il dispettoso

Nel giorno della conta dei voti alla Camera, mentre Prodi era - a sorpresa - a colloquio con il Presidente della Repubblica, il Tg1, con il solito tempismo, apriva l’edizione delle 13 con la notizia di un fondamentale discorso commemorativo tenuto da Napolitano. La crisi era la seconda notizia.

Intanto si susseguono gli appelli a Prodi, anzi un appello solo: “vattene”. Berlusconi chiede le dimissioni senza passare dal Parlamento, pregustando elezioni anticipate con relativo risultato pigliatutto; Mastella, l’uomo della spallata che Berlusconi mai fu capace di dare, chiede le dimissioni senza passare dal Parlamento pregustando un governissimo istituzionalissimo e larghissimo, con una bella tavolatona imbandita in mezzo; Dini chiede le dimissioni senza passare dal Parlamento, scordandosi di essere quello che a Natale minacciò di abbandonare la maggioranza, poi cambiò idea, si rimise nei ranghi, aspettando che Mastella facesse il lavoro sporco; Veltroni tace, lasciando il cerino in mano a Prodi, con il terrore di dover andare a elezioni subito e rischiare di mettere la sua faccia ad un cappotto storico, e dunque augurandosi in cuor suo le dimissioni da bravo bambino da parte del Presidente del Consiglio e una soluzioni morbida in attesa di tempi migliori.

Sarà un caso che Prodi abbia platealmente escluso di dimettersi?

Wallace Henry Hartley


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