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Uova, ovuli e libertà di opinione

Il dizionario De Mauro on line dà il seguente significato alla parola “buonismo”: “nel linguaggio giornalistico e politico, atteggiamento di benevolenza anche eccessiva e moralistica nei rapporti sociali e di continua ricerca di mediazione tra posizioni divergenti - eccesso di buoni sentimenti in un’opera letteraria, cinematografica, ecc“.

Il tour di Giuliano Ferrara, intento a diffondere il verbo della sua lista “Aborto? No, grazie”, sta raccogliendo soprattutto insulti, ortaggi e uova. Immediatamente la nostra bella intellighenzia esegue il suo solito esercizio di conformismo e grida allo scandalo, tirando fuori ancora una volta l’abusatissima massima di Voltaire sulla difesa delle opinioni altrui. Addirittura una Miriam Mafai arriva a scrivere: “Fossi stata ieri sera a Bologna, sarei stata dalla parte di Giuliano Ferrara, contro coloro che, con la violenza, gli hanno impedito di parlare”.

Ma quando mai? Ma di cosa stiamo discutendo? Il signor Giuliano Ferrara ha parlato un po’ dappertutto, non è il tipo - lui che da giovane faceva il servizio d’ordine nei cortei del Pci, arruolato nei “katanga” - che si fa spaventare da una manciata di giovinetti. Un pomodoro o un uovo non sono bulloni o proiettili: sarà un brutto modo di rappresentare le proprie idee, quello di lanciare cibarie su un oratore, ma da qui a parlare di violenza e terrorismo ce ne passa. Nel teatro elisabettiano, quello di Shakespeare, il pubblico non era quello della Scala di Milano: a vedere gli spettacoli ci andava il popolo, e se la recita non era gradita, scattavano urla, improperi e lancio di oggetti sugli attori. Ai nostri tempi interverrebbe Perugini a sedare la folla…

Alessandro Gilioli ha le sue buone ragioni, quando nel suo blog sostiene che “ci sono persone che prolungano la loro adolescenza talmente in là da non capire quanta pubblicità fanno a chi credono di contestare”. Tuttavia il gioco di Ferrara è talmente sporco e talmente pericoloso per una società dei diritti, che protestare è non solo legittimo, ma forse anche necessario, non fosse altro che per dimostrare che no, non stiamo tutti dormendo in attesa che la Chiesa ci entri direttamente nel letto.

Che poi, quel pacifista di Ferrara, preoccupato di chiedere la moratoria per l’aborto ma fervente tifoso del massacro di iracheni a colpi di bombe al fosforo, non si tira certo indietro, come mostrano bene le immagini della manifestazione di Bologna.

Com’è che le uova tirate dai giovinetti sono più brutte e più sporche di quelle tirate dal direttore del Foglio? Com’è che nessuno dei nostri fini intellettuali si sente in dovere di far notare che un candidato al Parlamento non dovrebbe lanciare oggetti alla platea?

Wallace Henry Hartley

Ma non hanno altro da fare?

Spiace tornare a parlare di un tema delicato come quello dell’aborto ma, come dice Gilioli sul suo blog, stiamo precipitando nel Medioevo: le cronache di oggi parlano di un’irruzione in ospedale a Napoli da parte di agenti in divisa durante una interruzione di gravidanza. Se ne può avere no021307_113.giftizia, tra i tanti giornali, qui e qui.

Lo sconcerto non è solo nell’avvenimento in sé, ma nei particolari. I quali, messi uno vicino all’altro, fanno apparire il nostro paese oramai più vicino al vituperato Iran che non ad una democrazia occidentale: una signora di 39 anni, alla ventunesima settimana di gravidanza, subisce (ripetiamo: subisce, non perpetra, caro Ferrara, è la lingua italiana) un aborto dopo aver accertato che il feto soffriva della sindrome di Klineferter, un’anomalia cromosomica che porta a gravi rischi di deficit mentali per il nascituro; dopo venti minuti dall’intervento fanno irruzione in corsia sette agenti di polizia, senza mandato secondo quanto afferma l’Unione delle Donne Italiane, e a seguito di una denuncia anonima; gli agenti interrogano la donna e pure la degente vicina di letto; chiedono se l’aborto è avvenuto dietro pagamento; acquiscono la cartella clinica; sequestrano il feto. Tutto questo per un presunto reato di “feticidio”. Il primario del reparto di Ostetricia ove l’irruzione è avvenuta, che secondo il Corriere della Sera è pure obiettore di coscienza, al contrario garantisce che tutto è avvenuto nel rispetto della legge.

Una domanda: una denuncia per procurato allarme contro chi ha allertato le forze dell’ordine non sarebbe il minimo? Ah già: era un anonimo.

Wallace Henry Hartley

Aborto, politica e Chiesa (2): golpe in Vaticano?

Abbiamo letto le notizia più di una volta, per esserne certi. E, anche se il giornalista di La7 smentisce e si schermisce, siamo molto preoccupati per il fatto che, al giorno d’oggi, sia il Papa a seguire i suggerimenti di Giuliano Ferrara e non, eventualmente, il contrario.

Wallace Henry Hartley

Aborto, politica e Chiesa

Qualunque cosa voi pensiate di Filippo Facci e del quotidiano Il Giornale, invitiamo tutti a leggere e studiare a memoria l’articolo Contro la legge 194 una truppa di farisei , di venerdì scorso 4 gennaio.

Wallace Henry Hartley


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