Post contrassegnati da tag 'censura'

In tv possono andare solo le cazzate

Dunque: Beppe Grillo gira in lungo e in largo l’Italia sostenendo che Umberto Veronesi lucra sul cancro, lo sentono in migliaia di persone, lo sentono i giornalisti, escono libri, ma nessuno reagisce. Meglio: nessuno se ne accorge, o fa finta di accorgersene. Quando uno spezzone dello spettacolo di Grillo che attaccacca Veronesi va in tv, succede il finimondo, destra e sinistra strepitano, e la Rai si scusa.

Marco Travaglio scrive un libro, venduto ovunque, anche negli ipermercati, in cui sostiene che Renato Schifani è pesantemente colluso con la mafia, raccontando episodi e citando documenti. Lo leggono in migliaia di persone, lo leggono i giornalisti, escono articoli, ma nessuno reagisce. Meglio: nessuno se ne accorge, o fa finta di accorgersene. Quando Travaglio va in tv e racconta le stesse medesime cose che aveva scritto su Schifani, succede il finimondo, destra e sinistra strepitano, e la Rai si scusa.

Le due storie insegnano alcune cose. La prima è che chiunque voglia fare dei discorsi controcorrente deve tenersi lontano dal teleschermo. La risonanza sarà forse un po’ minore, ma neanche poi tanto, visto che né Grillo né Travaglio possono essere considerati degli sconosciuti emarginati. La seconda è che oramai non ha più senso dipindere Berlusconi come il cattivone di turno. Lui è solo l’uomo immagine di un sistema che vede saldatissimi centrodestra e centrosinistra, uniti nella volontà di arroccarsi e gestire la cosa pubblica tra di loro. I piagnistei di Petruccioli, i patetici moniti della Finocchiaro (che se si è beccata una simile scoppola in Sicilia, un motivo ci sarà), e i soliti silenzi di Veltroni rendono bene la cifra di un Partito Democratico che per non sembrar più “cumunista” ha perso qualsiasi identità e - per dirla con un linguaggio che piace tanto ai moderni strateghi del marketing - non trova più uno straccio di target di riferimento.

In ogni caso, annunciamo che, alla prossima multa per divieto di sosta che troveremo sul parabrezza, ci rifiuteremo di pagare per l’assoluta mancanza di “contradditorio” da parte del vigile urbano, che naturalmente ci avrà teso un’”imboscata”.

Wallace Henry Hartley

Telecom prende lezioni dalla Cina e censura Napoleone

Del delirante video di un manager di Telecom che arringa l’uditorio parlando del capolavoro di Napole(t)one a Waterloo ne ha parlato tutta la blogosfera e ci pareva poco utile aggiungere altre parole. Ma…

Ma il fatto che su YouTube il filmatino sia stato rimosso per “violazione dei termini d’uso” (quali?), fa ancora più tristezza delle minchiate sparate dal dirigente-motivatore. Questi tentativi di mettere sotto il tappeto la polvere per far vedere agli ospiti che la casa è linda ha un che di ipocritello e di pesantemente censorio.

Nel frattempo qualcuno si è preoccupato di reinserire il video su YouTube, vediamo quanto dura. Altrimenti lo trovate qui.

UPDATE - Apprendiamo da Morse.it che il protagonista del video avrebbe percepito nel 2007 una somma oltre 800 mila euro di stipendio da Telecom. Il bilancio dell’azienda è visionabile qui e chi fosse interessato, visto che si tratta di un tomo di centinaia di pagine, può andare direttamente a pagina 508 dove sono pubblicate le cifre (emolumenti per la carica, benefici non monetari, bonus e altri incentivi, altri compensi) che entrano nelle tasche di tutta la dirigenza Telecom. Se invece andate a pagina 195 avrete il piacere di scoprire quante azioni della stessa Telecom detengono i suddetti signori.

Wallace Henry Hartley


Contatti

derivantropologica[at]gmail.com

Feedburner

Votami su Wikio

Powered by FeedBurner

Add to Technorati Favorites

Disclaimer

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.