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Caro Ruini, siamo noi l’opinione pubblica

L’uscita di scena - relativa e momentanea, non temete - di Camillo Ruini ha il merito di squarciare il velo su ciò che sta accadendo nella politica, non solo quella italiana. Il cardinale, congedandosi dalla diocesi di Roma dopo averla guidata per diciassette anni, si è lasciato scappare una santa verità: «I vescovi - ha detto - non cedano all’opinione pubblica“. Un’affermazione che, dopo la crisi delle ideologie e l’incapacità di buona parte della politica di leggere il mondo di oggi, offre nell’immediato una bussola.

Ruini ha, con questo epitaffio, ridato all’opinione pubblica - entità che in Italia ha sempre faticato a trovare un’identità ed un peso - dignità di esistenza e ruolo politico. Gli antagonisti delle gerarchie ecclesiastiche, insomma, non sono i miscredenti o gli atei, ma genericamente “l’opinione pubblica”, intollerabile perché imprevedibile, multiforme e laica, nel senso più ampio possibile.

La volontà di ignorarne sentimenti e orientamenti definisce da sola cosa sia oggi la Chiesa - e in generale il potere - nell’anno del signore 2008.

Wallace Henry Hartley

Papa Priapo I

E, insomma, scopriamo che nel 2008 la Chiesa ritiene ancora il matrimonio un mero mezzo per procreare carne da offrire al Signoriddìo. Sei disabile e non puoi copulare? Non ti puoi sposare. Ringraziamo commossi per la dimostrazione di pietas cristiana, che se non altro spazza via in un attimo l’ipocrita sessuofobia vaticana: i preti al sesso ci pensano eccome. A volte anche troppo.

Wallace Henry Hartley

Allah akbar, Allam al bar (*)

Il Corriere della Sera on line titola: “Allam, la precisazione del Vaticano - «Le sue opinioni non diventano espressione ufficiale del pensiero del Papa» - La Santa Sede sulla conversione: «La Chiesa accoglie i credenti, non deve sposarne tutte le idee e posizioni»”.

Interessante dissociazione delle gerarchie ecclesiastiche. Certo, se si fosse evitato di far battezzare Magdi Cristiano Allam direttamente dal Papa, se si fosse evitato di farlo il giorno di Pasqua, se si fosse evitato di farlo in mondovisione, ecco, forse nessuno avrebbe equivocato.

Wallace Henry Hartley

(*)Il titolo è una citazione, adattata, di un titolo del caro vecchio settimanale Cuore

 

Più Medioevo per tutti

Con tutto il rispetto per credenti e meno credenti, fa una certa impressione assistere a ciò che sta accadendo a San Giovanni Rotondo, in Puglia, con la salma di Padre Pio. Personalmente eravamo già rimasti colpiti dall’esistenza di TelePadrePio, che per lunghe interminabili ore puntava la telecamere sulla bara del santo, a uso e consufede ferventemo di telecredenti che volessero telepregare. Ma tant’è.

Ora siamo all’esumazione del corpo. Siamo all’arcivescovo Domenico D’Ambrosio che commenta il cadavere spiegando che ha le mani con le unghie «come se fosse appena passato dal manicure». Siamo alla pianificazione dei prossimi pellegrinaggi per ammirare la mummia dell’uomo delle stimmate, che da morto le stimmate non ha più, e per riempire gli alberghi nati come funghi dopo la santificazione di Padre Pio.

Se una simile scena fosse accaduta altrove - in Pakistan, per dirne una a caso - avremmo qui da noi eserciti di soloni orripilati da tanta barbarica idolatria feticista. Invece è accaduto qui, e tutto va bene.

Wallace Henry Hartley

Aborto, politica e Chiesa (2): golpe in Vaticano?

Abbiamo letto le notizia più di una volta, per esserne certi. E, anche se il giornalista di La7 smentisce e si schermisce, siamo molto preoccupati per il fatto che, al giorno d’oggi, sia il Papa a seguire i suggerimenti di Giuliano Ferrara e non, eventualmente, il contrario.

Wallace Henry Hartley

Aborto, politica e Chiesa

Qualunque cosa voi pensiate di Filippo Facci e del quotidiano Il Giornale, invitiamo tutti a leggere e studiare a memoria l’articolo Contro la legge 194 una truppa di farisei , di venerdì scorso 4 gennaio.

Wallace Henry Hartley


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