Post contrassegnati da tag 'Cina'

Aggiungi un posto a tavola, che c’è un amico in più

Forti con i deboli, deboli con i forti. E soprattutto accondiscendenti con ricchi e potenti. E’ il ritratto di certo intellettualume italiano che, con il coraggio da leoni che lo caratterizza, ci regala una figura come quella dell’ex ambasciatore in terra sovietica Sergio Romano. Il quale liquida la protesta tibetana così: «Non è necessario essere marxisti o anticlericali per osservare che la Cina recita in questa faccenda, sia pure con i modi intolleranti di un regime autoritario, la parte della modernità e che i monaci, come si sarebbe detto una volta, quella della reazione».

Vabbé, allora se la modernità è un valore assoluto, perché non permettiamo a quel modernista di Ahmadinejad di farsi la sua bella bomba atomica, “sia pure con i modi intolleranti di un regime autoritario”?

Wallace Henry Hartley

Telecom prende lezioni dalla Cina e censura Napoleone

Del delirante video di un manager di Telecom che arringa l’uditorio parlando del capolavoro di Napole(t)one a Waterloo ne ha parlato tutta la blogosfera e ci pareva poco utile aggiungere altre parole. Ma…

Ma il fatto che su YouTube il filmatino sia stato rimosso per “violazione dei termini d’uso” (quali?), fa ancora più tristezza delle minchiate sparate dal dirigente-motivatore. Questi tentativi di mettere sotto il tappeto la polvere per far vedere agli ospiti che la casa è linda ha un che di ipocritello e di pesantemente censorio.

Nel frattempo qualcuno si è preoccupato di reinserire il video su YouTube, vediamo quanto dura. Altrimenti lo trovate qui.

UPDATE - Apprendiamo da Morse.it che il protagonista del video avrebbe percepito nel 2007 una somma oltre 800 mila euro di stipendio da Telecom. Il bilancio dell’azienda è visionabile qui e chi fosse interessato, visto che si tratta di un tomo di centinaia di pagine, può andare direttamente a pagina 508 dove sono pubblicate le cifre (emolumenti per la carica, benefici non monetari, bonus e altri incentivi, altri compensi) che entrano nelle tasche di tutta la dirigenza Telecom. Se invece andate a pagina 195 avrete il piacere di scoprire quante azioni della stessa Telecom detengono i suddetti signori.

Wallace Henry Hartley

La calma olimpica dell’Occidente verso la Cina

Ha ragione Tenzin Gyatso, il Dalai Lama che ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1989 per la resistenza non violenta contro la Cina: non bisogna boicottare i giochi olimpici. Quello che aggiungiamo noi è che bisognerebbe boicottare direttamente la Cina, punto e basta. E quanto sosteniamo non è dovuto all’emotività legata ai fatti in Tibet, per quanto gravissimi.
Noi, qui sul nostro vascello che affonda, proviamo sempre un brivido lungo la schiena quando vediamo i leader occidentali salutare tra gli onori le autorità di Pechino durante i vertici internazionali. Quelle stesse autorità che hanno ancora le mani inzaccherate del sangue di Tienanmen. Quelle stesse autorità che gestiscono un potere totalitario su una popolazione mantenuta nell’ignoranza e nella povertà.

medal02.jpgSappiamo, comunque, che la nostra richiesta di boicottare la Cina è del tutto velleitaria. Le nostre belle democrazie occidentali hanno il brutto vizio di essere strabiche: bombardano Baghdad in nome della “libertà duratura” e mercanteggiano con Il Cairo, noto regime liberale; minacciano l’Iran, oscurantista e desideroso di armarsi nuclearmente, e flirtano con l’illuminatissima Arabia Saudita e con quei pacifisti di Israele, che la bomba atomica ce l’hanno solo come soprammobile; lasciano le loro truppe nell’ormai inesistente Afghanistan (chiudendo un occhio, e pure l’altro, sulla ripresa delle coltivazioni di coca, impennatesi negli ultimissimi anni) e dimenticano di fermare il massacro perpetuo in Timor Est e quello nascosto in Birmania (si dice Birmania, Myanmar è un’invenzione dell’orwelliano regime di Pyinmana).

Per dire: che differenza passa tra Cuba e la Cina? Entrambe sono, sulla carta, regimi comunisti, entrambe ignorano scientemente la questione dei diritti umani. Ma, mentre Cuba non serve a niente e non fa paura a nessuno, la Cina è un mercato gigantesco, con miliardi di possibili nuovi consumatori, ed è attualmente una riserva di lavoratori sfruttati e sottopagati, al servizio delle economie anche occidentali, che hanno capito che possono fare affari con quello strano capitalismo statalista che hanno inventato i mandarini di Pechino. E ne sono diventate soci in affari.

Ricordiamo, nel 1989, ciò che avvenne in piazza Tienanmen. Ricordiamo una vignetta di Sergio Staino, con il suo Bobo in piedi e la sua figlia massacrata tra le braccia, che piangendo dice “Bel lavoro, compagno Deng”. Il compagno Hu Juntao è un degno erede. E noi preferiremmo non averci nulla a che fare.

Wallace Henry Hartley


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