Non bastava il violentatore seriale di Roma, quello che di notte si infilava nei garage e abusava delle sue vittime con una lama puntata al collo e tanta signorilità, mentre di giorno faceva il coordinatore di un circolo Pd. Non bastava, evidentemente, nemmeno il caso di uno dei killer del consigliere comunale del Partito democratico di Castellamare di Stabia, Luigi Tommasino: pure lui ha la tessera del Pd in tasca, anche se non è chiaro se parteggi per Franceschini, Bersani o Marino. Nella galleria di personaggi che affollano la simpatica landa piddìna si aggiunge (ad honorem e con pieno merito) Salvatore Carai, la cui biografia rubo al quotidiano Il Messaggero: “È candidato nella lista regionale delle primarie del Pd per la mozione Bersani-Mazzoli, il sindaco di Montalto di Castro Salvatore Carai, il cui nome è tornato alla ribalta per la vicenda dello stupro di una studentessa minorenne nella pineta della cittadina costiera nella primavera del 2007.
Carai, all’epoca, fu aspramente criticato da più parti per aver anticipato, attingendoli dalle casse comunali, circa 5mila euro ad ognuno degli otto minorenni accusati della violenza sessuale di gruppo, per far fronte alle spese legali.
I ragazzi avrebbero dovuto restituire i soldi al comune svolgendo piccoli lavori. Anche nel 2007, Carai era candidato al congresso di fondazione del Pd, ma fu costretto a ritirarsi a seguito di un’aspra polemica con il capogruppo Ds alla Senato, Anna Finocchiaro, che, durante una concitata seduta del consiglio comunale dedicata proprio alla vicendo dello stupro, definì «Talebana del c…». A chiedere l’estromissione di Carai dalla lista fu il primo segretario del Pd Piero Fassino”. Non mi pare ci sia riuscito.
Post contrassegnati da tag 'Pd'
Quanta bella gente che c’è in questo PD
Pubblicato Ottobre 18, 2009 che roba contessa 1 CommentoTags: Castellamare di Stabia, killer, Luca Bianchini, Montalto, Partito Democratico, Pd, Roma, Salvatore Carai, spese legali, stupro
Il nuovo che avanza (Gianni Agnelli’s revenge)
Pubblicato Ottobre 8, 2009 corsi e ricorsi Lascia un commentoTags: Gianfranco Fini, Gianni Agnelli, Luca Cordero di Montezemolo, Pd, Pdl, Pierferdinando Casini, politica, previsioni, Silvio Berlusconi
Succederà così. Montezemolo si farà avanti. Fini gli guarderà le spalle fornendo supporto ideologico. Casini si sgonfierà e seguirà a ruota. Poi i peones del PdL. Sconfiggeranno quel che rimane del PdL. Luca Cordero diventerà presidente. Fini capo dello Stato non è detto ma forse sì.
—
NB – La totale assenza del Pd in questa storia non è per nulla casuale.
Ciao Pd
Pubblicato Settembre 21, 2009 che roba contessa Lascia un commentoTags: Pd, Partito Democratico, errore, manifesti, bandiera, poster, Ciao ragazzi, tricolore
Voler essere più realisti del re e scoprirsi ridicoli è una delle cose più deprimenti del mondo. Deprimente è, ad esempio, il tentativo del sedicente Partito Democratico (sezione Lazio) che, pur di cavalcare l’emotività legata alla morte dei sei soldati in Afghanistan, ha tappezzato i muri di Roma con manifesti commemorativi. Sullo sfondo nero (visto che Fini ci prova a sinistra, perché il Pd non dovrebbe provarci a destra?) compare la scritta “Ciao ragazzi”. In basso il logo del Pd (che poi è una bandiera italiana, pensa che originali). In alto a sinistra un nastro tricolore. Peccato che l’ordine dei tre colori, nel nastro, sia quello sbagliato: invece del verde, bianco, rosso previsto dalla Costituzione, al primo posto è stato inserito il rosso, poi il bianco, infine il verde. Conclusione: questi qui, oltre a non conoscere la bandiera italiana, non conoscono nemmeno il simbolo del loro stesso partito. Auguri.
Invece di vergognarsi, se ne vanta
Pubblicato Maggio 9, 2009 deriva dei diritti 5 CommentiTags: diritti umani, immigrati, Libia, Pd, Piero Fassino, respingimento, sinistra
A proposito degli immigrati respinti e ricondotti in Libia senza tanti complimenti, Piero Fassino (è ancora in politica, ebbene sì) rompe il silenzio (non se ne sentiva il bisogno) e tende una mano al governo: «Il respingimento alle frontiere – dice al Corriere - è un un’azione legittima di contrasto all’immigrazione clandestina prevista da tutti i documenti Ue e dagli accordi internazionali e praticata anche durante il governo di centro sinistra». Che infatti è stato premiato dai suoi elettori con applausi e con una pioggia di consensi. No?
UPDATE
In compenso, a vergognarsi, sono i militari esecutori del “respingimento” (o perlomeno alcuni di essi). Su Repubblica si racconta di due marinai delle motovedette italiane – quella della Guardia di Finanza, la “Gf 106″ e quella della Capitaneria di porto, la “Cpp 282″. “È l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati”, dice uno degli esecutori del rimpatrio. “Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia – aggiunge – ci urlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l’abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno”.
Dopo essere stati superati a sinistra da Fini, ora anche dai militari…
E questo doveva essere il salvatore del Pd?
Pubblicato Marzo 3, 2009 che roba contessa Lascia un commentoTags: Corriere della Sera, crisi, editore, fallimento, giornali, l'Unità, Partito Democratico, Pd, Renato Soru, salvatore
Racconta il Corriere che mercoledì l’Unità non sarà in edicola: è il primo sciopero della nuova era del quotidiano, quella iniziata con Renato Soru (editore) e Concita De Gregorio (direttore). Una crisi scoppiata come un fulmine a cielo sereno e che riporta il giornale in uno stato di incertezza profonda: le speranze della redazione si sono infrante contro l’indisponibilità dell’editore a immettere denaro fresco nelle casse del quotidiano. A questo punto occorrerebbe un altro investitore ma, nel frattempo, la Nie (Nuova iniziativa editoriale, società editrice del giornale, in mano a Soru) ha presentato un piano di abbattimento dei costi respinto dal Cdr. Ma, sottolinea la proprietà, in assenza di interventi drastici si rischia il fallimento.
Pd: via Veltroni, arriva Mourinho?
Pubblicato Febbraio 17, 2009 ritratti del naufragio 1 CommentoTags: Antonio Di Pietro, dimissioni, elezioni, europee, Francesco Rutelli, Ilona Staller, José Mourinho, Massimo D'Alema, Paola Binetti, Partito Democratico, Pd, Roberto Colaninno, Sardegna, Umberto Veronesi, Walter Veltroni, Will Coyote
ROMA – Il regno di Walter Veltroni finisce anzitempo. L’ex sindaco di Roma – dopo aver perso le elezioni politiche, cannibalizzato i movimenti alla sua sinistra, consegnato ad Antonio Di Pietro lo scettro dell’opposizione, chiuso un occhio e anche l’altro sugli scandali abruzzesi e sulle vendette trasversali in Campania e aver riperso in Sardegna – ha messo “a disposizione” il suo mandato di segretario del Pd. Dopo aver constatato che i suoi affettuosi colleghi avevano tutta l’intenzione di lasciargli il cerino in mano, Veltroni si è spinto oltre, annunciando vere e proprie dimissioni.
Ora lo stato maggiore del partito appare disorientato. La senatrice Paola Binetti si è opposta con forza all’addio del segretario: “Nonostante da mesi non abbia alcuna capacità di comprendere ciò che gli accade intorno, non si può staccare la spina. Sarebbe un omicidio”. Fredda la reazione di Massimo D’Alema: “Walter chi?”. Solidale, invece, Francesco Rutelli che commenta: “Io e Veltroni siamo legatissimi: entrambi siamo stati sindaci a Roma; entrambi abbiamo guidato lo schieramento progressista; entrambi abbiamo fatto figure barbine. Stiamo riflettendo sull’ipotesi di iscriverci al Popolo delle Libertà: solo la nostra presenza contemporanea potrà demolire il centrodestra dall’interno”.
Intanto, aspettando la fase congressuale, il Pd cerca una nuova guida. Accantonata la candidatura di Pierluigi Bersani (“siamo alla vigilia delle europee, volevo fare il segretario, non il becchino”), il partito sembra orientarsi sull’ipotesi di un segretario “tecnico”. Incassati il “no” di Roberto Colaninno (“non mi serve un altro carrozzone, ho già preso l’Alitalia”) e quello di Umberto Veronesi (“Sono abituato ai malati terminali, ma una situazione come quella del Pd non l’avevo vista mai”), vanno avanti le trattative con Will Coyote (“E’ il nostro simbolo”, diceva oggi un anonimo dirigente). Resta in piedi anche l’ipotesi di Ilona Staller: secondo il consiglio direttivo del Pd, l’ex regina del porno avrebbe i numeri giusti per guidare il partito, “considerato – è scritto in una nota – che è abituata a prenderlo nel didietro”.
Non è esclusa, tuttavia, una sorpresa dell’ultimo minuto. Proprio nel tardo pomeriggio di oggi è stato avvistato, nei pressi di piazza Ss Apostoli dove ha la sede il Pd, l’attuale allenatore dell’Inter José Mourinho. Il tecnico portoghese, interpellato da una radio locale, si è trincerato dietro al silenzio stampa limitandosi a dire: “Io alla guida del Partito Democratico? Non sono mica un pirla”.
Chi è il prossimo che vuole immolarsi?
Pubblicato Febbraio 17, 2009 che roba contessa Lascia un commentoTags: dimissioni, elezioni, europee, mandato, Partito Democratico, Pd, Sardegna, segretario, Soru, Walter Veltroni
Dopo il pessimo risultato in Sardegna e in vista del bagno di sangue alle prossime Europee, Walter Veltroni mette “a disposizione” il suo mandato di segretario del Pd.
Pacata la reazione all’interno del partito: “Hai voluto la bicicletta…”.
Mappa della deriva per chi non legge i giornali #3
Pubblicato Dicembre 16, 2008 biblioteca del declino Lascia un commentoTags: Abruzzo, elezioni, email, Freccia Rossa, governo, inflazione, Jaguar, Luciano D'Alfonso, Noel Gallagher, pane, pasta, patente, Pd, pendolari, Raffaele Cattaneo, sonnanbulismo, Trenitalia, Veltroni
Dunque.
Elezioni in Abruzzo: astensione quasi al 50%. Il governo esulta.
Elezioni in Abruzzo: il Pd si becca l’ennesima scoppola.
Veltroni si interroga: «Forse c’è malessere verso di noi».
Abruzzo: il sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, che è anche segretario regionale del Pd, viene arrestato dalla polizia giudiziaria su ordine della procura della repubblica di Pescara con l’accusa di concussione.
Veltroni si dà una risposta.
Cala l’inflazione.
Pasta e pane continuano a rincarare.
Aumenta la produzione di brioche in vista dei tempi duri.
Nuovi difensori dei lavoratori: «Se Trenitalia ha deciso che Freccia Rossa deve correre passando davanti a tutti gli altri treni e sulle spalle dei pendolari può darsi che saremo costretti a dimostrare a Trenitalia che il Freccia rossa può anche rimanere in stazione». Parole dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Lombardia, pensa te.
Noel Gallagher degli Oasis ha una Jaguar Mark II ma non ha la patente. La usa per andare da casa al cancello del parco, dice.
Il Tar del Lazio sblocca gli 144 le costose numerazioni affini.
Primo caso di persona che manda email dormendo: una donna spagnola sonnambula ha spedito vari messaggi, alcuni di senso compiuto.
Il Toro affonda nella depressione: per galvanizzare l’ambiente, il nuovo-vecchio allenatore Walter Novellino ammette senza remore di farsela addosso in vista dell’impegno con il Napoli.
Opposizione: si scioglie il Pd, arriva Sky
Pubblicato Dicembre 1, 2008 ritratti del naufragio Lascia un commentoTags: Berlusconi, Iva, Murdoch, pay tv, Pd, Sky, Tom Mockridge, Veltroni
«In una fase in cui tutti i governi del mondo stanno tagliando le tasse e aumentando le spese pubbliche per sostenere i consumatori, non ci aspettavamo certamente che il governo italiano andasse in senso opposto. E il fatto è ancor più sorprendente se si pensa che l’intera campagna elettorale del Popolo della libertà è stata basata sulla promessa che non sarebbe aumentato il carico fiscale. Senza contare che con il provvedimento annunciato venerdì scorso si vanno a colpire proprio le tv digitali, cioè uno dei pochissimi settori dell’economia italiana che continuano a crescere».
Parole di Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, cornuto e mazziato dalla decisione del governo di raddoppiare l’Iva delle pay-tv.
Sky è già pronta ad usare l’artiglieria pesante: «Stiamo preparando una campagna pubblicitaria per avvisare i nostri abbonati dell’aumento dell’Iva. È nostro preciso dovere farlo, per correttezza nei loro confronti. James Murdoch, presidente di Sky, è ovviamente d’accordo. E così Rupert Murdoch, che guida quella News Corporation alla quale Sky Italia fa capo. Mi sorprende semmai il fatto che il governo, nel presentare il piano anticrisi, non abbia voluto informare gli italiani della decisione di aumentare le tasse».


Commenti Recenti