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Fuorionda di Fini: “Berlusconi confonde la leadership con la monarchia assoluta”

Ma, alla fine: chi è che ha toccato il culo al presidente?

Copio e incollo da Il Messaggero, noto quotidiano bolscevico.
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TITOLO: Show di Berlusconi a Coppito: «Dai, facciamoci una foto con le corna a tutti…»
CATENACCIO: Il premier scherza con i volontari del Servizio civile nazionale. Durante la foto di gruppo: «Chi mi sta toccando il c…o?»
L’AQUILA (16 ottobre) – Inarrestabile Berlusconi all’auditorium della caserma della Guardia di Finanza di Coppito durante la sua visita in Abruzzo. «Dai – dice – facciamo una cosa maliziosa e biricchina, facciamoci una foto tutti con le corna a tutti…».
Il premier saluta i giovani volontari del Servizio civile nazionale impegnati nelle zone colpite dal terremoto. Sale sul palco e con il microfono in mano il presidente del Consiglio fa «i complimenti a tutti i ragazzi per la scelta coraggiosa che avete fatto impegnandovi a favore degli altri». Al termine di un discorso, inframmezzato da una barzelletta, il premier si mette in posa per la foto di rito e scherza così: «Facciamone una con le ragazze purché siano tutte maggiorenni e non si chiamino Noemi…».
E ancora: «Ora facciamo una foto gioiosa alzando tutti le mani pensando che il sottosegretario Giovanardi sia bello e giovane».
All’improvviso si interrompe e con una nuova battuta “rimprovera” i giovani dietro di lui: «Chi mi sta toccando il c…o?». Poi il premier chiede di mettersi in posa e ripete il gesto scaramantico che gli costò tante polemiche al vertice di Caceres in Spagna.

Copio e incollo da Il Messaggero, noto quotidiano bolscevico.

TITOLO: Show di Berlusconi a Coppito: «Dai, facciamoci una foto con le corna a tutti…»

CATENACCIO: Il premier scherza con i volontari del Servizio civile nazionale. Durante la foto di gruppo: «Chi mi sta toccando il c…o?»

L’AQUILA (16 ottobre) – Inarrestabile Berlusconi all’auditorium della caserma della Guardia di Finanza di Coppito durante la sua visita in Abruzzo. «Dai – dice – facciamo una cosa maliziosa e biricchina, facciamoci una foto tutti con le corna a tutti…».

Il premier saluta i giovani volontari del Servizio civile nazionale impegnati nelle zone colpite dal terremoto. Sale sul palco e con il microfono in mano il presidente del Consiglio fa «i complimenti a tutti i ragazzi per la scelta coraggiosa che avete fatto impegnandovi a favore degli altri». Al termine di un discorso, inframmezzato da una barzelletta, il premier si mette in posa per la foto di rito e scherza così: «Facciamone una con le ragazze purché siano tutte maggiorenni e non si chiamino Noemi…».

E ancora: «Ora facciamo una foto gioiosa alzando tutti le mani pensando che il sottosegretario Giovanardi sia bello e giovane».

All’improvviso si interrompe e con una nuova battuta “rimprovera” i giovani dietro di lui: «Chi mi sta toccando il c…o?». Poi il premier chiede di mettersi in posa e ripete il gesto scaramantico che gli costò tante polemiche al vertice di Caceres in Spagna.

Ovviamente non vogliamo dare giudizi

Notare la pregevole colonna sonora e capire che George Orwell ha già scritto tutto.

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UPDATE – Nella rete ci sono dei geni. Guardatelo!

Il nuovo che avanza (Gianni Agnelli’s revenge)

Succederà così. Montezemolo si farà avanti. Fini gli guarderà le spalle fornendo supporto ideologico. Casini si sgonfierà e seguirà a ruota. Poi i peones del PdL. Sconfiggeranno quel che rimane del PdL. Luca Cordero diventerà presidente. Fini capo dello Stato non è detto ma forse sì.
NB – La totale assenza del Pd in questa storia non è per nulla casuale.

Succederà così. Montezemolo si farà avanti. Fini gli guarderà le spalle fornendo supporto ideologico. Casini si sgonfierà e seguirà a ruota. Poi i peones del PdL. Sconfiggeranno quel che rimane del PdL. Luca Cordero diventerà presidente. Fini capo dello Stato non è detto ma forse sì.

NB – La totale assenza del Pd in questa storia non è per nulla casuale.

Mistero Boffo – La doppia morale del culo

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Io so' io, e voi nun siete un cazzo.
Alberto Sordi nei panni del Marchese del Grillo (1981)

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Il culo delle donne non fa scandalo, quello di un uomo sì. Per il primo, si diventa Superman. Per il secondo ci si dimette. La sceneggiatura vanziniana che racconta la deriva di un Italia deprimente è arrivata a questo punto.

Oggi il direttore del giornale dei vescovi Avvenire, Dino Boffo, ha annunciato il suo addio. Lascia la guida del quotidiano dopo le raffiche sventagliategli addosso dal giornale che, per ricordare di essere davvero tale, si chiama proprio Il Giornale. La colpa di Boffo? Essere in odore di omosessualità. Il vangelo secondo Feltri recita la stessa massima che quindici anni fa rappresentò l’autodifesa del rinobilitando Bettino Craxi (“Se sono colpevole io, lo sono tutti”) e che è la perversione delle parole di Gesù Cristo: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Ecco, la linea del giornale chiamato Il Giornale è sostanzialmente questa: Berlusconi non è un santo, per sua stessa ammissione; ma in fondo, chi si può definire tale? Un concetto aristotelicamente perfetto, se non fosse che porta ad un inevitabile livellamento verso il basso. L’agone politico, infatti, non si misura più secondo un principio di virtù, grazie al quale dovrebbe emergere il migliore, ma secondo l’italianissimo principio del “meno peggio”, in cui chiunque di noi può tranquillamente affermare: sì, sono una grande merda umana, ma non sono certo peggio di tutti voi.

Berlusconi è indicato come utilizzatore finale di prostitute d’alto bordo? Beh, Ezio Mauro non paga le tasse, De Benedetti si è fatto la cittadinanza svizzera e Boffo… Boffo… beh, Boffo, ha l’amante, che forse non è un’amante ma un amante, senza apostrofo. Insomma: è frocio. Ecco, qui sembra essere il problema. L’amante, in fin dei conti, ce l’hanno tutti, secondo il principio di cui sopra, e il primo che non può fare il cherubino su questo punto è proprio Berlusconi, scaricato dalla moglie per sua stessa ammissione cornuta. Perchè quindi Boffo fa scandalo? Perché “attenzionato” per supposte frequentazioni omosessuali. Questo è il vero scandalo, secondo Feltri. Una bella conquista, nei giorni in cui registrano un picco le aggressioni, anche fisiche, a persone gay in Italia.

Ne consegue, scusatemi tanto, una doppia morale del culo. Farlo a escort e starlette è da machi ammirevoli (memorabili le parole di Paolo Guzzanti, che parla di “rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio”), farlo tra uomini è il peggiore degli scandali. Con il risultato che Superman Berlusconi, indicato come utilizzatore finale di un giro di prostituzione organizzato da personaggi che vengono accostati anche a giri di coca, non si muove dal suo scranno, mentre Boffo, che nel peggiore dei casi aveva un amichetto, deve lasciare il giornale che dirigeva. Curioso che la dinamica sia la stessa che permea la Mafia siciliana, dove tutto è ammesso tranne essere ricchioni.

Negli ultimi mesi, dopo il ciclone Noemi, il sospetto di frequentazioni di minorenni, la bufera D’Addario e tutto il resto, molti in Italia hanno schifiltosamente preso le distanze da quello che hanno definito “mero gossip”, accusando Repubblica e compagnia di attentare alle istituzioni a colpi di Novella 2000. Ciò che sta accadendo, tuttavia, pare altra cosa. Siamo di fronte al declino dell’impero romano, a Caligola che nomina senatore il suo cavallo, al potere che si pasce mollemente tra orge, cene e feste, al Viagra eletto a lubrificante dell’amministrazione. Come ai tempi dell’impero romano, chi non è d’accordo deve essere eliminato, in primis chi fa informazione sgradita.

Sappiamo come andò a finire la Roma imperiale. L’unica speranza è che anche ai nostri giorni arrivino i barbari a spazzare via tutto. Faranno un po’ di casino e non sarà indolore, ma dopo il Medio Evo dovrà pur arrivare il Rinascimento.

Lo sapevamo già nel 1992 (Profezie di Paolo Rossi)

Il video è tratto da “Su la testa”, programma televisivo andato in onda diciassette anni fa.

Il giornalismo non è sport per Signorini

Succede che il capo del governo di questa nazione denuncia un complotto ai suoi danni facendosi intervistare dal direttore di Tv Sorrisi & Canzoni e di Chi, Alfonso Signorini.

Quando ho intitolato questo blog Deriva Antropologica, non avrei mai potuto immaginare fossimo già arrivati a tanto.

Visto che il Tg1 fa finta di niente, informiamoci con AntennaSud (sono serio)

Per lo sventurato cittadino che decidesse di avere il Tg1 come unico mezzo di informazione, il bailamme di questi giorni sarebbe incomprensibile: continuano a parlare dello “scandalo legato alle indagini della Procura di Bari”, senza specificare su cosa diavolo stia indagando, questa cacchio di Procura. Diamo dunque un’occhiata a qualcuno che fa davvero giornalismo: AntennaSud. Non è una battuta.

Escort di lusso nelle redazioni dei telegiornali?

A chi dice che si tratta di gossip e cazzatelle…

Pubblichiamo ampi stralci dell’editoriale “Il 24 luglio – Caro Cav., un premier non si difende così” a firma di Giuliano Ferrara e pubblicato sull’edizione del Foglio di oggi.

Berlusconi denuncia un piano eversivo contro di lui, regista il gruppo editoriale di Repubblica e settori dell’opposizione vicini ad una magistratura sensibile alle sollecitazioni politiche più faziose. Può essere che abbia ragione, tanto più che non parla di un oscuro complotto ma del dipanarsi alla luce del sole di una campagna di feroce inimicizia, che rimesta nel privato e punta al character assasination, al più completo sputtanamento del nemico sul piano interno e internazionale. (…)
Il problema è che le armi affilate di questa campagna provengono tutte da Berlusconi in persona e del suo entourage. La prima arma è una licenziosità di comportamento difficile da classificare, (…) uno stile di vita esposto comunque ai noti meccanismi di condizionamento e di ricatto che (…) sono la eterna tentazione di coloro che frequentano in condizioni non perfettamente trasparenti gli uomini di pubblici. La seconda arma è un’autodifesa spesso risibile, esposta al ludibrio della stampa italiana e internazionale. (…) Quando l’avvocato Ghedini, deputato, ammette anche solo per assurdo che possa essere vero il racconto di Patrizia D’Addario (…) e aggiunge che il suo cliente e leader non potrebbe comunque essere perseguito penalmente perché “utilizzatore finale” del corpo della ragazza, non soltanto dice una bestialità culturale e civile, ma riduce la storia in ci cerca di invischiare il suo cliente (…) a qualcosa di simile a quello che capitò all’onorevole Cosimo Mele.
Il presidente del Consiglio dei ministri (…) non può comportarsi come un deputato di provincia preso con le mani nel vasetto della marmellata. (…)
Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni. (…) Altrimenti si andrà avanti con questo 24 luglio permanente, in un clima di sospetti di palazzo arroventato da un establishment sempre pronto a tutte le incursioni corsare (…).
Siamo da molti anni amici politici non servili di Berlusconi, figura importante di un cambiamento italiano tuttora incompiuto. (…) Ma ora tocca a lui tirarsi su da questa incredibile condizione di minorità civile in cui si è ficcato. (…) La situazione si è fatta grave, e perfino seria.

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