Uova, ovuli e libertà di opinione

di Wallace Henry Hartley

Il dizionario De Mauro on line dà il seguente significato alla parola “buonismo”: “nel linguaggio giornalistico e politico, atteggiamento di benevolenza anche eccessiva e moralistica nei rapporti sociali e di continua ricerca di mediazione tra posizioni divergenti eccesso di buoni sentimenti in un’opera letteraria, cinematografica, ecc“.

Il tour di Giuliano Ferrara, intento a diffondere il verbo della sua lista “Aborto? No, grazie”, sta raccogliendo soprattutto insulti, ortaggi e uova. Immediatamente la nostra bella intellighenzia esegue il suo solito esercizio di conformismo e grida allo scandalo, tirando fuori ancora una volta l’abusatissima massima di Voltaire sulla difesa delle opinioni altrui. Addirittura una Miriam Mafai arriva a scrivere: “Fossi stata ieri sera a Bologna, sarei stata dalla parte di Giuliano Ferrara, contro coloro che, con la violenza, gli hanno impedito di parlare”.

Ma quando mai? Ma di cosa stiamo discutendo? Il signor Giuliano Ferrara ha parlato un po’ dappertutto, non è il tipo – lui che da giovane faceva il servizio d’ordine nei cortei del Pci, arruolato nei “katanga” – che si fa spaventare da una manciata di giovinetti. Un pomodoro o un uovo non sono bulloni o proiettili: sarà un brutto modo di rappresentare le proprie idee, quello di lanciare cibarie su un oratore, ma da qui a parlare di violenza e terrorismo ce ne passa. Nel teatro elisabettiano, quello di Shakespeare, il pubblico non era quello della Scala di Milano: a vedere gli spettacoli ci andava il popolo, e se la recita non era gradita, scattavano urla, improperi e lancio di oggetti sugli attori. Ai nostri tempi interverrebbe Perugini a sedare la folla…

Alessandro Gilioli ha le sue buone ragioni, quando nel suo blog sostiene che “ci sono persone che prolungano la loro adolescenza talmente in là da non capire quanta pubblicità fanno a chi credono di contestare”. Tuttavia il gioco di Ferrara è talmente sporco e talmente pericoloso per una società dei diritti, che protestare è non solo legittimo, ma forse anche necessario, non fosse altro che per dimostrare che no, non stiamo tutti dormendo in attesa che la Chiesa ci entri direttamente nel letto.

Che poi, quel pacifista di Ferrara, preoccupato di chiedere la moratoria per l’aborto ma fervente tifoso del massacro di iracheni a colpi di bombe al fosforo, non si tira certo indietro, come mostrano bene le immagini della manifestazione di Bologna.

Com’è che le uova tirate dai giovinetti sono più brutte e più sporche di quelle tirate dal direttore del Foglio? Com’è che nessuno dei nostri fini intellettuali si sente in dovere di far notare che un candidato al Parlamento non dovrebbe lanciare oggetti alla platea?

Wallace Henry Hartley

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