Niente alibi, please

di Wallace Henry Hartley

A poche ore dall’apertura delle urne e della conta dei voti al Comune di Roma, ci balenano in testa – come disse una volta Altan – alcuni pensieri che non condividiamo. Ma li abbiamo, con buona pace di brodo

Uno di questi pensieri è il seguente: non è che, quasi quasi, sarebbe auspicabile una bella vittoria di Gianni Alemanno per la poltrona di sindaco della Capitale? Dopo lo sbraco completo di centro-sinistra e sinistra-sinistra alle elezioni politiche, la domanda è tutt’altro che oziosa. Una vittoria del replicante (di se stesso) Rutelli, infatti, servirebbe solo a fornire ai vertici del Partito Democratico qualche alibi in più del tipo «Vedete però, nelle città gli elettori ci premiano», oppure «Guardate che bella reazione ha avuto il nostro elettorato». Una vittoria del replicante (di se stesso) Rutelli, inoltre, restituirebbe credito politico allo stesso Rutelli: francamente ne faremmo a meno. Infine, una vittoria del replicante (di se stesso) Rutelli fornirebbe alibi anche al Popolo delle Libertà, che il giorno in cui avrà un qualche minimo problema strepiterà dicendo che è difficile governare avendo la Capitale contro.

Ora, considerato ciò che è accaduto il 13 e il 14 aprile, vorremmo tanto che la parola d’ordine fosse: niente alibi per nessuno. Il PdL ha vinto, e ora governi senza menare il torrone; il Pd ha perso, e ora si faccia una sana autocritica senza cercare scuse.

Cosa dite? Alemanno è un fascistone? Ah, sì, è vero. Ma – come probabilmente molti altri – ne abbiamo le tasche piene di votare gente impresentabile solo perché l’avversario è ancora più impresentabile. Peraltro, tra un Alemanno, che da ministro si è messo di traverso ostacolando le grandi aziende agroalimentari interessate al business del “geneticamente modificato”, e un Rutelli che da ministro e sindaco si è soprattutto preoccupato di non pestare i piedi a nessuno, con un’attenzione particolare al mondo ecclesiastico, la scelta tra chi è più impresentabile pare ardua.

UPDATE – Alemanno ha vinto. Se fosse una persona seria, Veltroni si dimetterebbe immediatamente, visto che ha perso qualsiasi cosa. D’altra parte, se il Pd fosse una cosa seria, nessuno si sognerebbe di offrire a Rutelli il ruolo di presidente del partito.

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