Morire a Verona e poi essere uccisi di nuovo al Tg1

di Wallace Henry Hartley

Vorremmo esprimere un desiderio. Vorremmo che il portavoce di Alleanza Nazionale, Andrea Ronchi, domani prendesse la sua automobile e facesse tappa a Verona. Vorremmo che bussasse alla porta della famiglia Tommasoli, il cui figlio Nicola è stato ucciso a calci e pugni per non aver dato una sigaretta a cinque giovani vicini agli ambienti dell’estrema destra. Vorremmo che Andrea Ronchi guardasse negli occhi la madre e il padre di questo ragazzo, distrutti dal dolore, e dicesse loro: “Io mi auguro che gli assassini di Verona siano condannati in maniera esemplare. Ma certamente non si può mettere sullo stesso piano l’attacco allo Stato di Israele e alla sua libertà. Sono due episodi che non sono assolutamente paragonabili. A Torino si vuole negare allo Stato di Israele il diritto di rappresentare la propria cultura, e questo è inaccettabile perché è frutto di un odio culturale antisionista della sinistra estrema italiana”.

Siamo sicuri che il portavoce di Alleanza Nazionale, Andrea Ronchi, non avrà difficoltà ad esaudire il nostro desiderio. In fondo dovrebbe solamente ripetere le stesse parole che ha pronunciato questa sera al Tg1.

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