Vi serve un paio di occhiali? – A cosa servono le Authority –

di Wallace Henry Hartley

Ormai è noto: Tim e Vodafone hanno deciso di cancellare i piani telefonici più vecchi – e più convenienti, dicono gli esperti – comunicandolo ai loro clienti con un delizioso sms in questi giorni d’estate. Il quotidiano “La Stampa” (famiglia Agnelli, mica Agnoletto) ha titolato “Blitz sui cellulari”, così per dare l’idea.

Fantastica la presa di posizione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò: nella comunicazione via Sms non c’è nulla di male, a patto che tutto avvenga secondo le regole e i diritti degli utenti; mandare una lettera non sarebbe stato brutto; comunque anche Wind ha rimodulato le tariffe tempo fa; l’importante è che non ci sia imposizione, né oneri aggiuntivi, né penali da pagare; in ogni caso le aziende non fanno beneficenza; la scelta del periodo estivo è poco elegante, ma è anche vero che la mossa di un operatore provoca immediatamente la reazione dell’altro. Ah: l’Autorithy non può intervenire sulle tariffe, è il mercato ad occuparsene, e l’Authority ha piena fiducia nella concorrenza.

In un mondo così cinico, egregio dottor Calabrò, è una buona norma avere fiducia in qualcuno o qualcosa. Pensi, egregio dottor Calabrò, che noi abbiamo fiducia in lei e nel suo staff. Tuttavia ci permettiamo di avere qualche lieve perplessità.

E’ di pochissimo tempo fa l’arrivo dell’infernale Iphone in Italia. Ad accaparrarsi l’esclusiva sono state, guarda un po’, le concorrentissime Tim e Vodafone. Così concorrenti da aver stretto con Apple accordi praticamente contemporanei. Così concorrenti da aver “blindato” l’uso dell’Iphone in Italia. Così concorrenti da aver imposto tariffe da cravattaro, peraltro parecchio somiglianti l’una con l’altra. Ora i due concorrenti decidono, all’unisono, di compiere una medesima azione (la piallatura delle vecchie tariffe mobili) nel medesimo momento, con identiche modalità.

Forse, egregio dottor Calabrò, Lei dovrebbe organizzare una cenetta con l’egregio dottor Antonio Catricalà, che oltre a condividere con Lei l’accento finale, siede anch’esso sulla poltrona di una Autorità, in questo caso quella Garante della Concorrenza e del Mercato. Magari una chiacchierata vi potrebbe chiarire le idee, tanto da notare che, insomma, le due aziende concorrenti del settore telefonico sembrano essersi trovate casualmente d’accordo per frugare nei portafogli dei loro clienti.

Peraltro, egregio dottor Calabrò (ma soprattutto Catricalà), siamo ancora qui che riflettiamo sulla casuale dinamica dei prezzi della benzina, che quando aumenta il costo del petrolio schizzano nell’arco di cinque minuti, mentre quando il costo del petrolio decresce stanno lì immobili e obesi. Demagogia e populismo? Forse. Ma dopo aver sentito al Tg1 un esperto che ce la raccontava dicendo che “la benzina non diminuisce il suo prezzo perché i distributori stanno ancora erogando il carburante acquistato con i vecchi costi” (mentre si sa che quando il petrolio aumenta, i benzinai buttano via la vecchia benzina e corrono a rifornirsi di quella nuova e più cara…), francamente sentiamo di poter sparare anche noi qualsiasi cazzata.

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