Vaticano, il peggior ufficio stampa del mondo

di Wallace Henry Hartley

Nella società dell’informazione perpetua nulla accade a caso. Esistono torme di comunicatori, esperti in pubbliche relazioni, psicologi sociali al servizio degli uffici stampa delle istituzioni più importante, il cui compito è far uscire le notizie desiderate, nella maniera desiderata, con i tempi desiderati dal committente.

Se ciò è vero, all’ufficio stampa del Vaticano vanno licenziati tutti. In tronco.

Già la notizia che Joseph Ratzinger revochi la scomunica ai lefebvriani è di difficile gestione mediatica. Ma la gente, di scismi e questioni teologiche, non ne sa un cazzo e dunque il lavoro è semplificato. A complicare il tutto, però, c’è il fatto che tra i quattro sedicenti vescovi riabilitati ce ne sia uno, tale Richard Williamson, che va in giro a dire che le camere a gas non sono mai esistite e che in fin dei conti di ebrei, nei campi di concentramento, ne saranno morti al massimo due o trecento mila. Per non farsi mancare nulla, questo Williamson rilascia un’intervista in cui esprime questi suoi deliri senili proprio nei giorni in cui Ratzinger revoca la famosa scomunica. All’ufficio stampa del Vaticano sono nel panico già per tutto questo, quando ad un certo punto il meno fesso dei comunicatori tonacati si rende conto che tutto ‘sto casino scoppia proprio a cavallo della Giornata della Memoria, quella che ricorda la shoà.

Perlomeno dimettetevi. O convincete il Vecchio a ri-scomunicare Williamson.

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