Pd: via Veltroni, arriva Mourinho?

di Wallace Henry Hartley

che fare?ROMA – Il regno di Walter Veltroni finisce anzitempo. L’ex sindaco di Roma – dopo aver perso le elezioni politiche, cannibalizzato i movimenti alla sua sinistra, consegnato ad Antonio Di Pietro lo scettro dell’opposizione, chiuso un occhio e anche l’altro sugli scandali abruzzesi e sulle vendette trasversali in Campania e aver riperso in Sardegna – ha messo “a disposizione” il suo mandato di segretario del Pd. Dopo aver constatato che i suoi affettuosi colleghi avevano tutta l’intenzione di lasciargli il cerino in mano, Veltroni si è spinto oltre, annunciando vere e proprie dimissioni.

Ora lo stato maggiore del partito appare disorientato. La senatrice Paola Binetti si è opposta con forza all’addio del segretario: “Nonostante da mesi non abbia alcuna capacità di comprendere ciò che gli accade intorno, non si può staccare la spina. Sarebbe un omicidio”. Fredda la reazione di Massimo D’Alema: “Walter chi?”. Solidale, invece, Francesco Rutelli che commenta: “Io e Veltroni siamo legatissimi: entrambi siamo stati sindaci a Roma; entrambi abbiamo guidato lo schieramento progressista; entrambi abbiamo fatto figure barbine. Stiamo riflettendo sull’ipotesi di iscriverci al Popolo delle Libertà: solo la nostra presenza contemporanea potrà demolire il centrodestra dall’interno”.

Intanto, aspettando la fase congressuale, il Pd cerca una nuova guida. Accantonata la candidatura di Pierluigi Bersani (“siamo alla vigilia delle europee, volevo fare il segretario, non il becchino”), il partito sembra orientarsi sull’ipotesi di un segretario “tecnico”. Incassati il “no” di Roberto Colaninno (“non mi serve un altro carrozzone, ho già preso l’Alitalia”) e quello di Umberto Veronesi (“Sono abituato ai malati terminali, ma una situazione come quella del Pd non l’avevo vista mai”), vanno avanti le trattative con  Will Coyote (“E’ il nostro simbolo”, diceva oggi un anonimo dirigente). Resta in piedi anche l’ipotesi di Ilona Staller: secondo il consiglio direttivo del Pd, l’ex regina del porno avrebbe i numeri giusti per guidare il partito, “considerato – è scritto in una nota – che è abituata a prenderlo nel didietro”.

Non è esclusa, tuttavia, una sorpresa dell’ultimo minuto. Proprio nel tardo pomeriggio di oggi è stato avvistato, nei pressi di piazza Ss Apostoli dove ha la sede il Pd, l’attuale allenatore dell’Inter José Mourinho. Il tecnico portoghese, interpellato da una radio locale, si è trincerato dietro al silenzio stampa limitandosi a dire: “Io alla guida del Partito Democratico? Non sono mica un pirla”.

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