Pacchetto sicurezza: anche Poste Italiane è un provider?

di Wallace Henry Hartley

MILANO – Il crimine non corre solo su Internet. E per risolvere il problema alla radice, il Parlamento si appresta a discutere di un nuovo disegno di legge che punta alla repressione attraverso la prevenzione: introducendo la possibilità di murare le buche delle lettere.

Nei giorni scorsi aveva fatto discutere l’articolo 50 bis del pacchetto sicurezza, frutto dell’ingegno del senatore D’Alia. Secondo la norma del parlamentare Udc, in caso di istigazione a delinquere o di apologia di reato commessi attraverso un servizio sulla rete internet, il Ministero dell’Interno potrà disporre per decreto l’interruzione del servizio stesso.

Allo stesso modo, nel nuovo articolo 50 ter, inserito all’ultimo minuto nel corpus del ddl, si guarda ad un media più tradizionale ma altrettanto pericoloso: la posta. “Solo pochi anni fa tutto il mondo era ostaggio della psicosi dell’antrace – spiega il capogruppo del PdL Maurizio Gasparri – e la nostra attenzione deve restare massima. Attraverso i canali di Poste Italiane – rivela Gasparri – vengono trasmessi ogni giorno materiali intollerabili, che incitano all’odio e alla violenza. Pensate che proprio questa mattina ho trovato nella mia cassetta delle lettere una copia dell’Unità. Non deve più accadere”.

E non accadrà, se il ddl verrà approvato senza modifiche. Dal Ministero, oltre a mettere a punto un sistema di verifica della corrispondenza prodotta – una scimmia urlatrice che aprirà e richiuderà buste e plichi – , fanno sapere che la repressione sarà rigidissima: “Basta – sbotta Maroni – con i vigliacchi che dietro la comoda copertura dell’anonimato spargono fango e incitano al ‘tanto meglio tanto peggio’. Da oggi per inviare una lettera sarà necessario apporre l’impronta digitale sul lembo della chiusura. Inoltre, in caso di reati, siamo pronti alla muratura immediata di tutte le buche delle lettere sul territorio. La rete di Poste Italiane è una grande ricchezza, ma non possiamo permettere che vada in mano a incoscienti qualunquisti. Un mattone – conclude Maroni – ci salverà”.

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