Bimba di 9 anni stuprata abortisce: l’arcivescovo scomunica i medici

di Wallace Henry Hartley

Dopo aver riabilitato i lefebvriani ed essersi riportati in casa il simpatico Williamson, che sostiene che le camere a gas dei lager servissero per disinfettare le persone; dopo aver fatto passare per assassino il padre di una povera donna in stato vegetivo da 17 anni; dopo aver ammesso imbararazzata che nella basilica di Sant’Apollinare a Roma è E Gesù si incazzò davverosepolto quel gentiluomo di Renatino De Pedis, uno dei boss della Banda della Magliana; dopo tutto ciò, la Chiesa cattolica offre ancora una volta il suo lato migliore.

Dunque: in Brasile una bambina di 9 anni è rimasta incinta (di due gemelli) in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno, che ha iniziato a stuprarla fin da quando aveva 6 anni. Non so cosa ne pensiate voi, ma so cosa pensa l’arcivescovo di Recife, Josè Cardoso Sobrinho, il quale ha prontamente scomunicato i medici (giuro!) che qualche giorno fa hanno autorizzato l’aborto, accompagnato dalla grancassa di un gruppo di avvocati cattolici che ha denunciato il caso (l’aborto, non lo stupro, ovviamente) alla giustizia brasiliana.

Non è chiaro se il patrigno stupratore potrà ancora andare ogni domenica a prendere la sua Comunione, visto che sulla sua testa non pare pendere alcun provvedimento ecclesiastico.

A parte il mio intimo desiderio di vedere Gesù Cristo tornare sulla Terra per prendere a bastonate coloro che pretendono di esserne gli ufficiali rappresentanti, vorrei qui chiedere se è normale che al giorno d’oggi la professione più esposta al rischio di scomunica sia quella del medico mentre violentatori, mafiosi e bancarottari vengano accolti con i confetti nella casa del Signore.

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