Terremoto in Abruzzo e disastro dell’informazione

di Wallace Henry Hartley

La giornata si chiude con il Tg1 che passa tre quarti d’ora a raccontare l’emotività del terremoto in Abruzzo attraverso una serie di interviste random agli scampati, dimenticandosi di fare quello che ne fa la ragione sociale: informare. Poche o nulle informazioni sull’epicentro, sui Comuni colpiti, sulla dinamica degli eventi. Dopo 35 minuti di reality show si ricordano che c’era un signore, tale Gianpaolo Giuliani, che nei giorni scorsi aveva lanciato un allarme sul rischio sisma, ma ne parlano come fosse un mitomane. Bisogna cambiare canale e guardare Striscia la Notizia (dio santo…) per avere un’idea di cosa dicesse questo cristo di Giuliani. Poi, mentre su Rai 1 la testata giornalistica abdica per lasciare spazio ad uno speciale Porta a Porta, su Canale 5 è la volta di Matrix+Tg5, dove – pensa un po’ – c’è la telefonata del presidente del Consiglio che sostanzialmente dice che quei coglioni di abruzzesi se la sono andata a cercare, visto che le case lesionate avevano ancora i tetti in canneto (minchia, l’ha visto lui, giuro), mentre in studio sono ospiti Mariastella Gelmini (cazzo c’entra?) e Mara Carfagna (eehh??).

L’immagine di Silvio Berlusconi che parla attraverso la televisione di suo figlio mi mette addosso la depressione. Il Papa che prega per gli sfollati, con l’effetto di provocare nuove scosse e grandinate mi inquieta. Il rifiuto degli aiuti dei paesi stranieri mi ricorda quando a Chernobyl scoppiò la centrale nucleare e i sovietici dissero a tutti “no grazie, ce la caviamo da soli”.

Sono io che remo contro. Scusatemi.

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