Un bivacco di manipolati

di Wallace Henry Hartley

Passi Paolo Bonaiuti che, da come ipnotizza le telecamere del Tg1, dimostra di aver assimilato benissimo i suoi anni da copywriter nel mondo della pubblicità e quelli successivi da giornalista.

Passi anche Daniele Capezzone, ragazzo tanto talentuoso da essere diventato portavoce di un partito a cui si era iscritto appena tre mesi prima.

Ma a tutto c’è un limite. E quel limite è superato quotidianamente da quella truppa di parlamentari e politici provenienti dalla galassia di Alleanza Nazionale, che a sua volta nasceva dal Movimento Sociale Italiano. Tutta gente che nell’arco di quindici anni ha subìto una trasformazione impensabile.

No, non sto parlando di Gianfranco Fini. Sto parlando di quelli che un tempo erano definiti i suoi “colonnelli“. Personaggi che hanno passato una vita a ricordare, orgogliosi, la politica della loro giovinezza, quando erano guidati da ideali e e solido rigore. Basterebbe sfogliare le pagine dei giornali tra il 1992 e il 1993 per vedere come i missini fossero in prima fila a battere le mani ai magistrati di Mani Pulite. Bei tempi quando, come ricorda Wikipedia, “l’Msi condusse una feroce campagna contro il pentapartito e i cosiddetti ladri di regime”; bei tempi quando il Movimento Sociale Italiano accoglieva gli avvisi di garanzia a democristiani e socialisti al grido di “ladri ladri” e l’onorevole Teodoro Buontempo gettava monetine sugli scranni dello scudo crociato.

Già, perché in quel tempo, quando i fascisti non si vergognavano di chiamarsi fascisti, l’etica sulla moralità politica era ferrea: “Quando appesero Mussolini a piazzale Loreto, dalle sue tasche non cadde neppure un centesimo”, ripetevano come un mantra. Un modo per rivendicare orgogliosamente che tutto si poteva dire del Ventennio, tranne che fosse un regime corrotto.

Oggi gli eredi di quella storia e di quella tradizione sembrano essere stati sostituiti da altrettanti sosia vestiti in blazer blu e ipnotizzati dalla vulgata berlusconista. Avendo preferito ai salotti della nobiltà nera i cocktail party straboccanti fica catodica (ed essendosi ambientati perfettamente), non hanno più alcuna voglia di ripensare a concetti come etica e moralità. E’ lo stesso percorso, in qualche modo, che causò l’imbarbarimento del Partito Socialista Italiano, diventato un club per “nani e ballerine” (Rino Formica dixit) non appena afferrò uno straccio di potere.

Sentire le dichiarazioni dei La Russa e dei Bocchino è oramai un esercizio noioso, ché tanto si sa che si limitano a ripetere a memoria ciò che l’agenda berlusconista impone: magistrati rossi, opposizione catastrofista, lasciateci lavorare, gli italiani sono con noi, e via dicendo. Di peggio riesce solo a fare Maurizio Gasparri che oggi, parlando del caso Mills, è riuscito a difendere Berlusconi affermando che “Berlusconi non ha avuto alcuna condanna”.

Grazie al cazzo, Maurì: c’è il Lodo Alfano. E l’hai votato pure tu.

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