Attacco dalla perfida Albione: “Cala la maschera del clown”

di Wallace Henry Hartley

Pubblico qui la traduzione integrale (fatta da me, si accettano correzioni) dell’editoriale pubblicato sul quotidiano inglese The Times (tradizionalmente vicino ai conservatori e attualmente di proprietà del noto comunista Rudolph Murdoch). Il titolo è “The Clown’s Mask Slips”, ovvero “Cala la maschera del clown” e nell’occhiello recita: “Berlusconi deve rispondere delle accuse di essere un donnaiolo e alle domande su comportamenti scorretti. La qualità del governo non è una questione privata”. Buona lettura.

The TimesL’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è il fatto che sia un buffone sciovinista. Né che saltelli con donne di oltre cinquant’anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrir loro lavori come modelle, come assistenti personali o, assurdamente, come candidate al Parlamento Europeo. Ciò che è più scioccante è il totale disprezzo con cui tratta l’opinione pubblica italiana.
L’attempato Lothario (una sorta di don Giovanni per gli inglesi ndt) può trovare divertente, o forse anche audace, vestire i panni del playboy, che si vanta delle sue conquiste, umiliando sua moglie e facendo commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Non è il primo né l’unico il cui indegno comportamento risulta inappropriato per il suo incarico. Ma quando vengono poste legittime domande su relazioni che sfiorano lo scandaloso e i giornali lo sfidano a spiegare legami che, nel migliore dei casi, sono sconcertanti, la maschera del clown scivola via. Egli minaccia quei giornali e le televisioni che lui stesso controlla, invoca la legge per proteggere la sua “privacy”, rilascia dichiarazioni evasive e contraddittorie e poi promette melodrammaticamente di dimettersi se si scoprisse che mente.
La vita privata di Berlusconi è, ovviamente, privata. Ma, come si è reso conto il presidente Clinton, scandali e alti incarichi non vanno d’accordo. Ai suoi critici, Berlusconi risponde affermando che ancora comanda con alte percentuali di popolarità, che tiene il suo governo sotto controllo e che non si farà intimidire da quelli che definisce tentativi dell’opposizione di diffamarlo. Molti possono anche dire che l’Italia non è l’America: che la definizione di norme di etica puritana negli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana e che pochi italiani si sconvolgono di fronte ai donnaioli. Questo però è paternalismo (“patronising” in originale, condiscendenza) senza senso. Gli italiani capiscono esattamente come gli americani ciò che è accettabile e ciò che non lo è. E come gli americani, essi considerano l’insabbiamento (“cover-up” in originale) spregevole.
Pochi mezzi di informazione in Italia sono in grado di fare queste affermazioni senza timore di ritorsioni. Ma, a suo merito, La Repubblica ha continuamente sollevato dubbi sul rapporto tra la 18enne Noemi Letizia, il cui dono di una collana per il suo compleanno ha provocato una causa di divorzio da parte della signora Berlusconi. Per la maggior parte di queste domande, sulla bocca di qualunque elettore italiano perplesso, non c’è stata risposta soddisfacente. Quando e come Berlusconi ha conosciuto la famiglia della ragazza? Ha iniziato i contatti con la giovane Letizia dopo aver chiesto le sue fotografie ad un’agenzia di modelle? Cosa c’è di vero nelle ricostruzioni che parlano di dozzine di giovani donne invitate alle feste nella sua villa in Sardegna?
Berlusconi ha promesso di spiegare ogni cosa in Parlamento. Ma difficilmente egli può aver rassicurato i suoi critici con la sua iniziativa che ha portato al divieto di pubblicazione di circa 700 fotografie che annunciavano di mostrare cosa accadesse in quelle feste. E nemmeno può averlo aiutato il suo sventurato (“hapless” in originale) ministro degli esteri che ha tentato di difendere il suo capo (“boss” in originale) puntualizzando che in Italia il limite per i rapporti sessuali consensuali (“age of consent”) è fissata a 14 anni, come se ciò fosse rilevante.
Tutto ciò è importante? Alcuni italiani dicono di no. Altri diranno che questi sono affari personali (“it is no business of outsiders” in originale). Ma gli elettori italiani, nel corso dei preparativi per le elezioni europee, dovrebbero riflettere su come il loro governo è guidato, sui candidati giudicati adatti per Strasburgo e sul livello di sincerità del loro primo ministro durante le turbolenze politiche ed economiche.
Ciò riguarda anche altri. L’Italia ospita la riunione del G8, quest’anno. Importanti discussioni si svolgeranno in quella sede, nella quale i governi occidentali faranno pressione per una maggiore cooperazione nella lotta contro il terrorismo e la criminalità internazionale. Berlusconi vede se stesso come un amico di Vladimir Putin. Il suo paese è un importante membro della Nato. E’ anche parte dell’area dell’euro, che è messa alla prova dalla crisi globale finanziaria. Non sono solo gli elettori italiani a domandarsi cosa stia succedendo. Se lo chiedono anche i perplessi (“nonplussed” in originale) alleati dell’Italia.

Annunci