Morti di ruggine

di Wallace Henry Hartley

Massì, massì: voi pensate ad allestire conferenze stampa per garantire che tutto va bene e che il futuro è qui; mostrateci la Frecciarossa che, come recita il sito delle ferrovie, “ha le ali e fende la Pianura Padana a 300 chilometri all’ora” con “ben 37 i minuti Soccorritori al lavoro a Viareggiorecuperati dai viaggiatori” nella tratta Milano-Bologna; raccontateci delle meraviglie dell’alta velocità, che sfreccia nei quattro angoli del paese mentre i pendolari restano costretti in trenini sporchi, vecchi e lenti; parlateci ancora – vi preghiamo, fatelo – del magnifico Ponte sullo Stretto, dei miliardi che vorrete spendere per unire, con un monumento alla tecnica, due regioni in cui strade d’asfalto e strade ferrate sono ancora quelle di cento anni fa.

Dateci l’illusione di essere un paese avanzato, all’avanguardia. Noi intanto, se non dà fastidio, bruciamo nelle nostre case, perché un treno merci carico di gas è deragliato ed è esploso investendoci tutti con fiamme e calore infernale. Lasciate che il fuoco ustioni, sfiguri e incenerisca noi e i nostri bambini. Ma non impressionatevi: siamo morti di ruggine. Quella ruggine che corrodeva il carro cisterna pieno di gas. La ruggine accumulatasi negli anni, mentre voi allestivate conferenze stampa per garantire che tutto va bene e che il futuro è qui.

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