Del perché questo blog non aderisce allo sciopero dei blogger

di Wallace Henry Hartley

Oggi nella blogosfera è giornata del silenzio. I blogger italiani terranno la penna (e le tastiere) ferme per protestare contro “il ddl Alfano e il diritto alla rete”. Boh. A me questa storia del “rumoroso silenzio” fa un po’ specie. Il silenzio è il silenzio, punto e basta. E’ rinuncia. Lo sciopero dei blogger, tra l’altro, è stato modellato su quello che volevano fare i giornalisti, anche loro desiderosi di starsene un giorno in silenzio per protesta. Ecco: a me il fatto che i giornalisti vogliano fare un giorno di silenzio per protestare contro una legge che li metterà in silenzio per l’eternità non convince. Se posso permettermi, io consiglierei qualcosa di diverso. Magari, invece del giorno del silenzio, fare il giorno del casino e del rumore, in cui finalmente i giornalisti si riprendono il loro mestiere, mandano affanculo editori e direttori e si fanno il giornale (e il telegiornale) secondo criteri giornalistici e non ruffian-politico-leccaculisti. Lo so, è impossibile, ma sarebbe bellissimo.

P.S. – Qui si dice che questo è il primo sciopero dei blogger al mondo. Io non me ne vanterei. In Iran i blogger non fanno sciopero, eppure il loro diritto alla rete è largamente inferiore al nostro.

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