Calcio, la dignità sepolta sotto la neve – SdbS.SELEZIONE DI BRANI SCELTI

di Wallace Henry Hartley

Calcio, la dignità sepolta sotto la neve – Il Messaggero.

ROMA (21 dicembre) – Una risata ci seppellirà, altro che neve. Si gioca ovunque, da San Pietroburgo a venir giù, sotto le tempeste e con gli scarpini antighiaccio, niente di supertecnologico. Non nel Paese del sole e della moviola, dove va in scena un melodramma dai variegati interpreti.

Quattro partite di A su dieci rinviate, idem in B. E guardate che succede: il presidente federale Abete dice che è questione di stadi, si sbrigassero in Parlamento ad approvare la legge apposita; il sindacato calciatori plaude alla prudenza: qualcuno potrebbe farsi male scivolando sulle zolle ghiacciate; i sindaci aggiungono: la gente ha freddo, sui seggiolini degli stadi c’è la neve, spalarla costa e non si fa a tempo, chiudiamo per ordine pubblico; a Firenze gira la storia che i brasiliani del Milan non potessero perdere l’aereo delle vacanze, spostarlo da domenica a lunedì; a Genova il Bari fa capire che il disegno era favorire la squadra di casa, che aveva molte assenze e ha gradito il riposo, visto che ieri mattina c’era un bel sole. Poveri noi!

A San Siro però si gioca, anche a dieci sotto zero. L’arbitro Russo, essendo di Nola, dirige a maniche corte. Il calcio non può tradire due volte chi lo paga: passi per il sabato sera, ma la tv a gettone reclama il suo posticipo telecomandato dopo il faticoso shopping natalizio. Improvvisamente il sindacato tace, dei seggiolini ghiacciati e del raffreddore dei tifosi coraggiosi nessuno più si cura. Regge solo la giustificazione istituzionale: servono stadi nuovi per conquistare l’Europeo. Dovevano essere all’avanguardia anche quelli costruiti nel ’90, ma chissà, forse erano fatti per l’estate. Una volta esistevano i teloni per il campo, oggi apprendiamo che esiste l’impraticabilità di tribuna e imbacuccare gli spalti ancora non si può.

A Roma fa un freddo cane ma si gioca e la Roma vince (decimo risultato utile consecutivo fra campionato e coppe), con autorità raggiunge il Parma e la Champions adocchiando la contestatissima Juve. La Lazio che perde pur giocandosela in casa Inter non cambia il Natale. Conta quello che arriverà dopo Capodanno, uno che tiri in porta.

di Vincenzo Cerracchio

Annunci