È NATALE E A NATALE SI PUÒ AMARE DI PIÙ (La strategia del pandoro)

di Wallace Henry Hartley

E’ sparito Berlusconi. E con lui, l’attentato a Berlusconi.

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C’è il maltempo e i suoi disagi. C’è lo spirito del Natale. C’è l’abbacchiato Ciro Ferrara, c’è il ritorno di Roberto Bettega. C’è Mancini che va in Inghilterra. E Celentano diventa l’inventore del rap quarant’anni dopo, gli americani l’hanno scoperto.

Le uniche notizie di politica riguardano il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che davanti a tutte le alte cariche dello Stato – escluso l’assente, giustificato, Berlusconi – dichiara che “è stato compromesso il ruolo del Parlamento”. Compromesso non nel senso in cui intende Massimo D’Alema. Compromesso nel senso di aggettivo: irrimediabilmente danneggiato. Nessuno ha battuto ciglio. Sarà lo spirito del Natale.

Poi, essendo finalmente sparito per un po’ anche Di Pietro, c’è un pizzico di Bersani. Gli tocca fare il lavoro sporco: smentire D’Alema (“Pronti al confronto, nessun vertice, niente inciuci e no a leggi ad personam”) e difendere D’Alema (“D’Alema? Non siamo in caserma”).

Il solo segno (questa è semiotica, non è politica) di Berlusconi è un suo messaggio audio. Il corpo di Berlusconi, la sua presenza fisica straripante, dissolti. Solo una voce, registrata. Se non l’avete ascoltata, fatelo. La trovate sul sito de Il Giornale. Si sente uno che è sul divano in ciabatte. Dà il suo “augurio cordiale”, “in occasione del Natale”. L’augurio cordiale, però, il presidente non lo porge a tutti gli italiani, ma solo “a tutti i lettori del Giornale”. E’ appariscente,peraltro, il fatto che Berlusconi, per la cui incolumità abbiamo tutti trepidato, non dica come sta, non faccia alcun riferimento alla sua salute. Però ne approfitta, il presidente, per citare il suo vero maestro, Mike Bongiorno, e dare i consigli dalla regia. “Per Natale regalatevi e regalate ai vostri amici una tessera del Pdl, del Popolo delle Libertà”. Non fa sorridere.

Per i religiosi, la Terza Settimana dell’Avvento è terminata, e siamo in piena Novena di Natale. Oggi è la giornata in cui, con un misterioso vaticinio, il profeta Isaia promette un segno di salvezza. Se cotanta sceneggiatura verrà rispettata fino in fondo, c’è da attendersi un Natale – o forse una vigilia, alle nove della sera – speciale. Come minimo un messaggio alla nazione, forse a reti unificate. In questo caso, se Berlusconi intende vestire i panni di Babbo Natale, sarà una delle sue solite stravaganze; se invece punta a indossare quelli del bambin Gesù, ci sarà da preoccuparsi. E molto.

UPDATE – Il presidente Napolitano non ha detto “compromesso” ma “compresso”. Diverse testate, ieri, avevano riportato il discorso in maniera erronea. Vatti a fidare dei giornalisti.

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