La rivolta di Rosarno: dal nostro inviato

di Wallace Henry Hartley

– Pronto?!
– Pronto un cazzo. E’ mezz’ora che ti cerco
– Sì ho visto, ma qui è un casino
– Sì sì, vabbé, guarda che qui andiamo in onda tra un’ora, stiamo lavorando, non siamo mica in vacanza al mare
– Guarda che a Rosarno non c’è il mare…
– Ah no? Beh, senti, dimmi un po’: che cazzo succede laggiù?
– Mah, guarda, mi sembra di essere in Medio Oriente…
(lo interrompe)
– Ma quando cazzo ci sei stato tu in Medio Oriente? Ma non farmi ridere ah ah ah!
– Vabbé… senti qui: c’è una rivolta degli stranieri, un casino della madonna, assalti da tutte le parti, saccheggi, sassaiole, cassonetti a fuoco…
(silenzio)
– Stranieri in rivolta? Mmmm… Ma scusa, che cazzo si rivoltano gli stranieri? ‘Sti negri dovrebbero ringraziare che ce li teniamo e invece si rivoltano? Ma sei sicuro?
– Beh guarda che qui è abbastanza una merda. Questi lavorano nei campi, prendono venti euro al giorno, la ‘ndrangheta gliene chiede indietro 5 come “tassa di soggiorno”, sono un po’ incazzati ‘sti qui.
– Sì sì, vabbé, lamentiamoci sempre. Ma quanti sono?
– Eh, Rosarno fa 16 mila abitanti, ma di questi 5 mila sono stranieri, di 23 nazionalità diverse.
– Bel casino, manco saranno in grado di parlarsi tra di loro… E i calabresi che fanno? Non si incazzano? Si ciucciano tutto ‘sto merdaio e stanno zitti?
– No, ma guarda che la rivolta è scattata perché due del posto hanno sparato su un paio di extracomunitari con una carabina ad aria compressa.
– (ride) Ah ah ah!
– Ma che ti ridi?
– Niente, niente, ma ‘sta storia della carabina mi fa impazzire. Hanno aperto la stagione della caccia, ah ah ah!
– Vabbé senti, io ora ti mando il pezzo.
– Bene. Cosa ci hai messo dentro?
– Ho ricostruito la storia, le condizioni difficili dei lavoratori stranieri, il peso della criminalità organizzata…
(silenzio)
– No, ma… senti…
– Cosa?
– Fai così: rivedi un po’ il tuo servizio. Parla con un paio di quelli del posto, fagli dire che sono terrorizzati e incazzati.
– Ma…
– Poi intervista qualche autorità, magari il prete, dì al cameraman di fare belle immagini di distruzione, qualcosa di pauroso che i telespettatori smettono anche di mangiare
– Ma…
– Poi noi qui aggiungiamo il ministro dell’Interno, magari riusciamo a trovare anche La Russa, ci facciamo dire che ‘sti clandestini hanno rotto i coglioni e la lotta per la legalità e tutte ‘ste cazzate… Sì, sì, mi piace…
– Ma…
– Ma, ma, ma! Va bene così, hai fatto un bel lavoro, bella storia, ho già il titolo da scrivere nel sottopancia: “Rivolta dei clandestini, Rosarno in ostaggio”.
– Il capo sei tu…
– Sì, infatti. Ma non buttarti giù. Ah senti: ma in mezzo a ‘sti straccioni non c’è una bella negretta? Fai amicizia, fai conoscenza, divertiti un po’ anche tu. Digli che sei della televisione, che la porti da Carlo Conti. Guarda che funziona sempre, te lo dico io. Ciao bello.
(click).

Annunci