La riforma della scuola: iscrizioni messe in palio come alla lotteria

di Wallace Henry Hartley

Il quotidiano torinese La Stampa pubblica oggi, in prima pagina e come se fosse un editoriale, una lettera inviata da una studentessa di Novi Ligure, in provincia di Alessandria. La ragazza, una quattordicenne di nome Alice, si rivolge direttamente al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, raccontando meglio di chiunque altro il livello di squallore raggiunto da questa ridicola Italia, nella quale si tira a sorte per assegnare un posto a scuola. Per scegliere le veline, perlomeno, si fanno delle selezioni.
Caro ministro Gelmini,
mi chiamo Alice e ho 14 anni. Ho appena finito l’esame di terza media e pensavo di portare l’attestato alla scuola che avevo scelto per confermare la mia iscrizione al liceo classico. Invece, per colpa dei tagli della sua riforma, mi hanno detto che eravamo in troppi. Che era stata concessa una sola classe di 32 alunni e noi eravamo in 35. Tre di noi erano di troppo e bisognava fare un sorteggio per vedere chi rimaneva fuori.
Hanno estratto il primo numero: «Numero 27!». Il mio numero. Mi stavano dicendo che io non potevo frequentare il liceo classico. Ci sono rimasta così male. Il classico era la mia scelta, la mia ambizione, il mio sogno. Sono triste e arrabbiata. La mia famiglia e i miei insegnanti mi hanno sempre parlato di impegno, di diritti e doveri, di scelte consapevoli. Non mi hanno mai parlato di «sorteggi» e un po’ sono arrabbiata anche con loro.
E ho anche un po’ di paura per il futuro. Quando sarò grande e cercherò un lavoro, sorteggeranno ancora per vedere se c’è un posto per me? Quando sarò vecchia e malata e non ci saranno abbastanza posti negli ospedali, sorteggeranno per vedere se potrò essere curata? Cosa farò se, come ora, non sarò abbastanza fortunata?
Vuole rispondermi, ministro Gelmini? O anche per le lettere si fa un sorteggio per meritarsi una risposta?
Buone vacanze.
Alice
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