In Giappone l’apocalisse sembra un film catastrofista (ma non lo è)

di Wallace Henry Hartley

Ad aumentare il senso di scollamento dalla realtà contribuiscono le realissime vicende giapponesi e la sequenza di catastrofi che sta colpendo il popolo nipponico. Se, anche solo un mese fa, uno sceneggiatore avesse proposto ad uno degli studios hollywoodiani un film incentrato su un terremoto di 9 gradi della scala Richter, cui fa seguito un devastante tsunami, che si accompagna a tilt ed esplosioni nelle centrali atomiche, con magari un vicino vulcano pronto ad eruttare, il tutto condito dallo spostamento dell’asse terrestre, sarebbe stato mandato a casa in malo modo: plot eccessivo, drammatismo scontato, catastrofismo gratuito. E invece.

Invece tutto ciò sta accadendo sotto i nostri occhi, rimbalzato dalle telecamere della NHK, network giapponese di cui fino a ieri ignoravamo anche l’esistenza e che oggi trasmette in 17 lingue, dalle riprese amatoriali effettuate con i telefonini, dalle voci che si stratificano nella giungla dei social network. Quando Marshall McLuhan parlava di «villaggio globale» è probabile immaginasse – a suo modo – uno scenario del genere: come definire altrimenti l’esperienza di uno che vive a Matera e discute, in tempo reale, con un messicano a proposito di fatti che accadono a Tokyo e visti in diretta?

C’è però un altro fatto che colpisce l’immaginario, perlomeno il mio che sono figlio degli anni ’70, allevato a base di cartoni animati giapponesi. Tutto ciò che viene trasmesso dagli schermi ha, in qualche modo, il sapore beffardo del déjà vu. Tant’è che nel momento in cui vedi le facce terrorizzate dei «karoshi», le onde alte 10 metri di maremoti che inghiottiscono tutto ciò che incontrano, le colonne di fumo dai reattori nucleari e gli scienziati con gli occhi a mandorla che lanciano gli allarmi per la pioggia radioattiva, ti aspetti che da un momento all’altro sbuchino Goldrake e Mazinga Z a salvare il salvabile. O Godzilla a completare l’opera. E l’effetto sembra lo specchio di uno dei «best crossover never» creati da Gualtiero.

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