Supermoon, aiutaci tu

di Wallace Henry Hartley

Alla vigilia della notte della Supermoon,  quando la Luna raggiungerà la distanza minima dalla Terra e di conseguenza sembrerà più grande del solito, c’è un silenzio irreale, odore di risacca.

Il terremoto accompagnato da tsunami, accaduto otto giorni fa in Giappone, era già stato messo a tacere dal ‘suspence drama’ della centrale atomica che sta collassando e chissà se ce la fanno a salvarla. Poi anche sugli eventi di Fukushima è calato il silenzio, improvviso. Sconosciuta ai più fino a un mese fa – e divenuta principale fonte di informazioni mondiale sui fatti legati alla tragedia nipponica – la NHK, televisione di Stato giapponese che in questo momento trasmette in 17 lingue, oggi ha diffuso per tutto il giorno, nell’edizione in inglese, materiale registrato. Scelta editoriale paradossale per un canale all news che avrebbe solo l’imbarazzo dellascelta fra le varie disgrazie in corso. Sul destino dei reattori di Fukushima sono comunque arrivate poche notizie anche dalle agenzie, e chissà che cosa combinano i soccorritori-kamikaze. Hanno sparato gli idranti turbo, hanno sparso cemento, addirittura pare che abbiano riattaccato la corrente. L’unica certezza è che in mattinata l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica aveva innalzato il livello di allarme nucleare da 4 a 5 (in una scala che arriva a 7). I telespettatori del Tg La7 si sono sentiti dire da Enrico Mentana che «oggi la notizia è che non ci sono brutte notizie, la situazione in Giappone non peggiora». Non oso immaginare cosa abbiano ascoltato quelli del Tg1.

In parallelo è entrato nella fase di melina a centrocampo lo scontro tra Libia e resto del Mondo. Dopo l’improvvisa accelerazione che ha portato all’approvazione di una risoluzione Onu che autorizza interventi militari, oggi Gheddafi ha tirato la corda finché ha potuto, bombardando Misurata ancora questa mattina, poi si è messo davanti agli scacchi e ha annunciato il cessate il fuoco, più o meno all’ora di pranzo. Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno risposto in serata lanciando un ultimatum, a cui il Michael Jackson della Sirte ha ribattuto con una bella avanzata a Bengasi. Tutto a bassa intensità. Poco prima il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, aveva gufato dichiarando che «la tregua non reggerà». Il Colonnello comunque ci prova ancora e offre ospitalità a commissari più o meno neutrali affinché verifichino il rispetto del cessate il fuoco.

Per il momento tutto tace, in attesa del vertice tra Unione Europea, Lega Araba e Unione Africana indetto per il pomeriggio a Parigi da Nicolas Sarkozy. Nel frattempo la NHK continua a trasmettere immagini in loop. Se davvero la Francia la spunta, i bombardamenti partiranno sotto la luce della Supermoon.

La speranza è che, nel caso, la NHK continui a spacciare materiale d’archivio, smentendo leggende e miti sui poteri di ‘sta ‘Luna Gigante’. Ma resta il fatto che i francesi si confermano, ancora una volta, degli inguaribili romantici.

Annunci