«Falla stare zitta quell’handicappata del cazzo!»

di Wallace Henry Hartley

Ileana Argentin è una donna che quattro giorni fa ha festeggiato i suoi primi 48 anni. Si muove su una sedia a rotelle e non ha l’uso delle mani. Per questo motivo svolge il suo incarico di deputata alla Camera con l’ausilio di un operatore, come lo chiama lei. Insieme, l’altroieri, hanno visto e mostrato cos’è diventata quest’Italia rozza, ignorante e disumana.

Il fatto più grave non è che un cretino abbia urlato «Falla stare zitta quell’handicappata del cazzo!». Ciò che è davvero deprimente è pensare che prima un altro si fosse alzato e fosse andato verso la Argentin e avesse intimato al suo operatore di non applaudire durante un dibattito, dicendogli che non si doveva permettere. Addirittura. Roba che se beccava uno come lui gli ficcava una testata come risposta.

Invece tanta convinzione narcisistica e megalomane è stata sgonfiata all’istante dalla Argentin, che ha preso le difese del suo operatore e di se stessa: «Ricordo all’Aula che io non muovo le mani» ha detto, anzi ha dovuto spiegare, perché a certa gente le cose bisogna spiegarle.

Scommetterei che qualcuno, tra gli «eletti», abbia pure pensato: «Embé?». Per cui non è suonato nemmeno retorico che la deputata abbia aggiunto che se lei desidera applaudire lo fa come crede e quando crede, e che se non lo può fare con le sue mani lo fa con le mani di chiunque.

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