Ricostituzione del Partito Nazionale Fascista: mi prenoto

di Wallace Henry Hartley

Un manipolo di parlamentari (5 pidiellini e 1 fli, poi sfilatosi) ha presentato un disegno di legge costituzionale per abolire la XII norma transitoria e finale della Costituzione, quella che vieta «la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Trovo che sia un’ottima idea, e sto già preparando le pratiche per accaparrarmi nome e simbolo del glorioso Partito Nazionale Fascista ed avviare così una carriera da vero Statista.

Non mi raserò la testa perché ci tengo ai miei capelli. Ma i treni arriveranno in orario e dalle mie tasche non cadrà alcuna moneta. Circondarmi di Farinacci e Staraci non sarà difficile in quest’Italia. Dopodiché si parte. Intanto chiudo tutti gli altri partiti, in primis il Pdl e il Fli che mi avevano rubato l’idea. Poi tutti gli altri, per manifesta inutilità. Nazionalizzo giornali e soprattutto televisioni, ne chiudo un bel po’ e poi inizio a far trasmettere musica allegra e discorsi miei. Però non come quello sfigato di Berlusconi, che parla al telefono nel silenzio irreale: si torna al balcone.

Ecco, poi già che ci siamo, visto che la guerra è igiene del mondo, vi ci porto tutti per spezzare le reni a qualcuno che ci sta sul cazzo. Conosco già l’obiezione: siamo già in guerra. Ma posso sempre girare la ruota e allearmi con Ahkmadinejad, tanto per rinnovare le tradizioni.Se poi la guerra vi arriva in casa, oh, voi eravate con me, mi sostenevate. Anzi, scusate, io scappo in Iran e poi torno, sequestro mezza Italia (Salò resta un posto ideale per ricominciare) e sopravvivo facendo il fantoccio di Ahkmadinejad.

L’unica speranza è di non finire appeso ad un lampione, e a questo proposito sarà bene ricordarsi, dopo la marcia su Roma, di abolire fin da subito i benzinai.

Però dai, insomma, tolto il finale, questa idea di revocare il divieto di ricostituire il fascismo è davvero notevole.

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