Informazione sedotta dalle nozze dei Windsor, ma gli eventi premono

di Wallace Henry Hartley

Nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 aprile il Corriere della Sera apre ancora, nella sua versione online, con il matrimonio dell’erede al trono d’Inghilterra, William di Windsor. «La favola di Will e Kate», titola il Corriere, confidenziale e trasognante marchiando il tutto sotto con l’etichetta «Il Royal Wedding», nemmeno si trattasse di un reality show.

O forse ha ragione il Corriere, che peraltro sceglie di assecondare le pulsioni più basse dei suoi lettori con i soliti cliché a luci rosse: magistrale, in questo senso, la galleria intitolata «La damigella sexy: guarda».

Sul Corriere le nozze reali occupano tutto lo spazio dello schermo e per le altre notizie bisogna fare scrolling, scoprendo che le tensioni all’interno del governo italiano a proposito dell’intervento armato in Libia arrivano dopo il malore che ha colpito il giornalista Lamberto Sposini.

Ben diversa è la homepage de La Stampa, che accoglie il lettore con un secco «Bossi: mozione sulla Libia». Il matrimonio del principe di Galles risulta otticamente l’argomento principale, con il font più grande, un titolo su quattro righe e caratteri sottolineati.

Un escamotage che risponde a due esigenze: venire incontro ai numerosi lettori interessati agli eventi mondani ma segnare allo stesso tempo la linea editoriale del giornale, che da mesi sta raccontando con molta attenzione gli avvenimenti internazionali e le loro ricadute politiche interne, limando al massimo – specie nell’edizione online, terreno su cui le altre testate si lasciano andare non poco – lo spazio riservato alle frivolezze. Un’austerità che emerge anche dal titolo sulle nozze inglesi, quasi una risposta al Corriere della Sera: «William e Kate hanno detto sì – Ma il domani non è una favola».

La Repubblica va oltre e relega il matrimonio ad una fotonotizia che spunta appena dallo schermo, già nel campo dello scrolling. L’apertura è tutta dedicata alla politica italiana e allo scontro tra la Lega e Berlusconi, non senza enfasi: nel titolo «Bossi annuncia lo strappo» e il catenaccio recita: «Avviso a Silvio: può accadere di tutto».

Repubblica, grazie alla sua impaginazione, riesce a infilare nello schermo un numero maggiore di notizie. C’è spazio per gli sbarchi di profughi a Lampedusa e soprattutto per il furto di profili account della rete Playstation Network, con un titolo boxato che avvisa: «In vendita su internet milioni di credit card».

Seppur le polemiche politiche abbiano a che fare con gli eventi internazionali, le notizie dagli esteri hanno pochissima visibilità in tutti e tre i giornali online. Questo nonostante un altro ‘venerdì della collera’ che ha provocato 60 morti in Siria e la catastrofe degli Stati Uniti, colpiti nei territori del sud da una impressionante sequenza di tornado distruttivi.

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