Superman litiga con gli Usa e diventa supereroe globale

di Wallace Henry Hartley

Superman si sgancia dagli Stati Uniti. Nel numero 900 del fumetto ‘Action Comics’ il supereroe va a Teheran e partecipa a una manifestazione non violenta contro il regime iraniano. Al suo ritorno si confronta con il consigliere alla sicurezza nazionale del presidente, molto irritato dalla partecipazione di Superman alle proteste in Medio Oriente. Allo stesso tempo il governo iraniano definisce la sua partecipazione alle manifestazioni antigovernative come un «atto di guerra» per conto degli Usa. “Sono stanco che le mie azioni vengano interpretate come politica statunitense”, commenta Superman, che decide così di rinunciare alla cittadinanza americana per continuare a impegnarsi come supereroe a livello globale. «Giustizia, verità e la via americana non sono più abbastanza», dice. Sdegnata la reazione della destra statunitense: «Crede nella neutralità svizzera o nell’interventismo britannico? Se non crede all’America, non crede a nulla», scrive Jonathan Last su the Weekly Standard. In una storia pubblicata nel 1974 Superman ricevette la nazionalità di tutti gli stati membri dell’Onu.

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