American Tahrir Square

di Wallace Henry Hartley

dp191049.sJPG_900_540_0_95_1_50_50.sJPG (810×540)In Italia ancora non se ne parla – il Corriere, sulla sua edizione online, per il momento non ne fa nemmeno menzione, come quasi tutte le testate – oppure si relega in qualche angolino, come Repubblica.it che infila una foto nella home page senza però spiegare che diavolo di foto sia. Intanto però su twitter, almeno negli Usa, la cosa sta montando e anche i giornali più autorevoli stanno accendendo i riflettori sulla protesta che da sabato si sta svolgendo a Wall Street, New York.

C’è un manipolo di giovani che si è messo in testa di occupare il luogo simbolo della finanza globale, bivaccando sulla piazza alla maniera dei loro coetanei nordafricani. E già questo rende il tutto molto surreale, con il completo rovesciamento della prospettiva tradizionale. Dopo decenni di retorica sui paesi emergenti che volevano il diritto di bere Coca-Cola come gli occidentali, oggi sono gli occidentali che vogliono avere il diritto di protestare come dei maghrebini qualunque.

La manifestazione, che in queste ore sta crescendo e che secondo il Wall Street Journal conta già «centinaia di persone», è ripresa e mandata in diretta streaming. L’agenzia Bloomberg fa sapere che gli spicci agenti newyorkesi non hanno intenzione di scherzare e hanno già fatto partire i primi arresti, come se Obama fosse un Mubarak qualsiasi. Lo stesso WSJ annuncia che gli animatori di questa imprevedibile (ma anche sì) piazza Tahrir in salsa Usa non hanno intenzione di smobilitare in tempi brevi.

Vedremo. Proteste del genere, in un contesto come quello statunitense, hanno sempre fatti fatica ad attecchire. Ma non escludo la sorpresa. La frustrazione di giovani che si vedono senza futuro, la voglia di emulare la ribellione che proprio Obama ha più volte incoraggiato nel nord Africa, le ingovernabili – e ancora poco capite dall’establishment – dinamiche dei social network che potenzialmente potrebbero coinvolgere più di un entusiasta/incazzato potrebbero condurre ad un cocktail esplosivo e dalle conseguenze ancora indefinibili. Stay tuned.

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