Presepe vivente 2011

di Wallace Henry Hartley

Nel presepe vivente, quest’anno, Gesù ce lo hanno messo quasi due settimane prima di Natale. Lo ha dato alla luce nel monzese una disperata madonna che, priva del suo Giuseppe, non è riuscita a trovare una grotta. Un parto, da sola, poi l’incontro con una sconosciuta a cui affidare quel neonato: «Per favore tienilo tu perché io non posso tenerlo» le ha detto. Ed è scomparsa.

Da dieci giorni Gesù sta in una cameretta di ospedale. Bue, asinello e pastori hanno camici bianchi. A lui hanno dato un nuovo nome, Simone, lo stesso che nel Nuovo Testamento, per beffarda coincidenza, di Gesù identifica il fratello. E, per un bisticcio di date, nel presepe vivente 2011 il giorno di Natale è coinciso con l’Epifania e al cospetto di Simone sono arrivati i Magi. Avevano uniformi da carabinieri e invece di oro, incenso e mirra gli hanno portato un orsacchiotto con divisa e berretto dell’arma.

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