Barometro del caos 20111230

di Wallace Henry Hartley

Insomma, anche se dal Quirinale smentiscono, su Silvio Berlusconi si abbatté la vendetta della «culona inchiavabile». A dirlo è una fonte prestigiosa e credibile come il Wall Street Journal che racconta di una telefonata di Angela Merkel a Giorgio Napolitano per imporre il diktat: o fate saltare il buffone o vi facciamo uno spread così. Il presidente della Repubblica oggi nega, ma del resto cosa potrebbe fare?

Comunque siano andate le cose oggi gli italiani si trovano a fare i conti con la ritrovata sobrietà: la luce aumenterà del 4,9%, il gas del 2,7% e i pedaggi autostradali del 3,5%, con punte del 14,17% fatte segnare dalla Rav, società che gestisce il tratto autostradale che da Aosta porta a Courmayeur. Poi dicono che le Regioni autonome sono privilegiate.

Gli italiani non saranno in ogni caso i soli a confrontarsi con la nuova era dell’austerity. In Spagna ad esempio hanno scoperto che il rapporto deficit-Pil 2011 sarà dell’8% circa, invece del 6% previsto dall’esecutivo socialista di Zapatero. Una differenza che si tradurrà in una ulteriore stretta da parte del governo Rajoy che, nonostante gli annunci, dovrà mettere mano alle tasse arrivando a imporre la corrispondente dell’Irpef addirittura al 56% per i redditi più elevati. Il tutto condito dal congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici, dalla sospensione del turnover degli statali nella maggior parte dei settori, da una riduzione del 20% delle strutture amministrative, dalla soppressione di 30 direzioni generali e da tagli ai contributi pubblici a partiti politici e sindacati. In compenso le pensioni, congelate da Zapatero, torneranno a essere rivalutate e i tagli non toccheranno sanità e istruzione.

Servirà? La risposta è incerta, specie considerata la persistente debolezza dell’euro che continua a perdere terreno sia sullo yen (Giappone, elettronica, hi-tech, componentistica) sia sul dollaro (e non c’è bisogno di aggiungere cosa questo significhi per le importazioni). Si fa notare, in questo contesto, l’exploit dell’oro che ha chiuso il 2011 con un aumento del 10%, a testimonianza che la carta moneta nelle nostra tasche sta diventando sempre più carta straccia.

Per il resto la giornata è trascorsa tra un sedicente tentativo di suicidio di Lele Mora che, in carcere, si è tappato naso e bocca con dei cerotti, e i soliti morti della Siria, dove nemmeno gli osservatori della Lega Araba riescono a fermare la mattanza. In Brasile un prete è stato arrestato per stupro di minore, due giorni dopo l’annuncio delle manette scattate su un parroco in Belgio per la stessa ragione. Nello stretto di Hormuz continuano le bagatelle tra Usa e Iran, con quest’ultimo che nell’ultimo giorno dell’anno sparerà missili a lunga gittata. Dicono che è un test.

In mezzo a tutto ciò svetta, in tutti i sensi, il mitologico supersoldato nordcoreano, immortalato durante la cerimonia funebre per Kim-Jong il. Un gigante di due metri e mezzo che potrebbe essere l’arma segreta di un regime che del mistero ha fatto una ragione di vita, oppure semplicemente il risultato di cinque minuti di photoshop.

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