Allarme del governo greco: «Se Fmi e Ue non ci aiutano rischiamo di uscire dall’euro»

di Wallace Henry Hartley

Se non si raggiungerà a breve l’accordo con Fmi, Ue e banche per il salvataggio, la Grecia crollerà e dovrà uscire dall’euro. A dirlo è oggi Pantelis Kapsis, portavoce del governo ellenico. L’allarme arriva dopo l’approvazione delle prime misure di austerity, nello scorso dicembre, e alla viglilia di nuovi altri provvedimenti «anticrisi» per i quali Europa e Fondo monetario stanno facendo pressione. L’agenda prevede la riduzione delle pensioni, nuovi tagli ai posti di lavoro nel settore pubblico, contrazione delle spese per sanità e sociale, riforma del mercato del lavoro e privatizzazioni. Una medicina da far ingoiare a forza ad una popolazione già stremata e con un piede in piazza, come dimostrano medici e farmacisti in sciopero da lunedì. Spetterà al premier «tecnico» Lucas Papademos portare la missione a compimento tenendo a mente il traguardo di aprile, quando la Grecia tornerà alle urne. A meno di decisioni diverse – tipo il rimpasto, senza elezioni, dell’attuale governo – che per il momento vengono evocate e smentite.

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