La banca centrale ceca scarica la Grecia: «Inutili i prestiti, meglio che esca dall’euro»

di Wallace Henry Hartley

I prestiti ricevuti finora dalla Grecia? «Sono serviti soprattutto a guadagnare tempo e a consentire ai greci ricchi di esportare il loro denaro fuori dal Paese».

L’accusa arriva dal governatore della banca centrale ceca Miroslav Singer che in un’intervista rilasciata al quotidiano Hospodarske Noviny – e ripresa dalla Reuter – riduce al lumicino le speranze di un futuro nell’Eurozona per Atene: «Se non c’è l’intenzione di concedere alla Grecia finanziamenti consistenti dai fondi strutturali europei – dice Singer – non vedo altra soluzione che la sua uscita dall’euro e una massiccia svalutazione della conseguente nuova moneta ellenica».

Il requiem arriva da un paese come la Repubblica Ceca, membro dell’Ue ma con nessuna intenzione di adottare l’euro nel prossimo futuro, e ha il sapore dell’avvertimento. Singer sottolinea che l’Europa dovrebbe puntare sugli aiuti alle banche che avrebbero bisogno di ricapitalizzare piuttosto che perdere tempo con una Grecia che rappresenta appena il 2 per cento dell’economia continentale e aggiunge: «Tutto ciò riduce la fiducia nell’Europa e la disponibilità dei paesi non europei a concedere nuovi capitali al Fmi per aiutarla».

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